non criticarmi, perchè..

Don Raffaè – Fabrizio De Andrè

sono le 17.51 di un pomeriggio quasi al tramonto.. ancora poco e scenderà la sera, il cielo è sfumato di azzurro e rosa.. fumo assorta e pigra una sigaretta nel bel mezzo del pomeriggio, dopo il mio caffè, le auto veloci scivolano in strada mentre un treno merci transita lento.. le onde del mare sono arricciate sulla battigia.. calme, quiete.. l’aria anch’essa è calma.. il sole è sceso, e sembra di essere in una qualsiasi cittadina del mondo anche se i colori di oggi ricordano paesaggi nordamericani, i lampioni accesi ricordano invece i lampioni europei, parigini.. di una volta.. il mare è celeste, ed il cielo sembra un quadro, senza neanche una nuvola..

faccio fatica a scrivere.. respiro profondo.. mi accorgo di aver voglia di scrivere.. anche se ho poche energie.. ho perso il ritmo.. piano piano, Vanna, piano piano.. non aver fretta.. già me lo dico sempre per ogni cosa.. piano.. respiro, ho un maglione indosso chè sa di casa, un sospetto d’ansia, chè sa di casa anch’essa, le mie mani sono lentissime sulla tastiera.. ed anch’io, la mia mente è lenta.. pigra.. sonnolenta.. forse anche il cambio di stagione.. lo avverto già.. appoggio le mani sulla fronte e sui capelli allungati.. chiudo gli occhi e cerco “ispirazione”.. già ispirazione, respiro ancora un po’.. sì, sono rilassata, me ne accorgo, le membra sono assopite sia dal pisolino pomeridiano mio e di Wisky IV, sia dall’aria che respiro.. intanto, mi accendo una sigaretta.. fumo, penso, fumo..
mi ritrovo subito.. il tempo di aspirare il delizioso tabacco e nicotina e la nuvoletta di fumo che esce dalla bocca per arrivare sopra la testa verso il soffitto e mi ritrovo, mi rincontro.. un sospiro di sollievo e ci provo di nuovo gusto a scrivere, parole, lettere, punteggiatura, io.. nei miei lontani siderali silenzi, che pur m’appartengono.. esisto contenta di esistere, in questo contesto soprattutto, quando inforco gli occhialini per poter leggere quello che le mani, le mie mani.. dettano veloci ormai al pc..
un leggero raffreddore sì rallenta il pensiero, ma mi sono già incontrata, nell’istante stesso che mi sono fermata, assorta, quasi come in una foto da bambina già assorta, perduta nei meandri delle nuvole della mia fantasia, le mie nuvole.. assorta, malinconica, ma anche felice di esserci..
intanto è sceso il tramonto, il cielo è di un azzurro terso, meraviglioso ed i fiorellini colorati color lilla, rossi, rosa con le loro foglioline verdi svettano pimpanti davanti ad un cielo ormai scuro e blù..
Wisky IV intanto è appena rientrato con Hermano dalla sua passeggiatina nei boschi pomeridiana, sono le 18.15.. e tutto sembra rilassarsi nella maniera naturale..
mi accendo un’altra sigaretta..
sbuffo ancora tra me e me in cerca ancora di parole, e sorrido anche tra me e me, riprendere in mano il mio amato diario di bordo non è così semplice, già.. è un allenamento chè ho perduto un po’..
questa sera mi attendono una birra fresca con pizza gustosa con Hermano, quattro chiacchiere in allegria, all’italiana o alla tedesca, insomma alla nostra maniera.. e ogni volta che esco, esco del resto ormai così di rado, dicevo, ogni volta che esco forse proprio perchè raramente, mi diverto, e della pizza e della birra certo non mi stanco..
da fuori le finestre si sentono i rumori della vita, gente che passa, che parla, auto che scivolano veloci verso chissà dove, navi dal porto con le loro luci affascinanti che arrivano e che partono.. insomma .. il ritmo della vita, il suo affascinante ritmo si sente, vibra.. è qui.. ed è anche dentro di me.. nonostante ci siano giorni un po’ più affannati, forse solo stanchi.. ma la vita è e resta bella.. soprattutto.. i suoi colori.. quando riesci a coglierli.. nella loro brillantezza.. nella loro luminosità.. e soprattutto .. quando senti dentro ed anche nell’aria, la voglia di vivere ancora .. un’altra Estate..

smilingdog

Un pensiero su “non criticarmi, perchè..

  1. david mcmillan

    La descrizione della vita è raccontata dentro gli appunti odierni del diario di
    bordo.
    Smilingdog ce la presenta mescolando i suoni ed i colori della cittè  con il
    brusio delle voci del porto che filtrano da dietro la finestra, in una scena
    dove “svettano” i fiorellini delle piantine sul davanzale.
    E noi lettori cadiamo nel tranello, pensando che la vita si svolga appunto
    lè  fuori mentre la creazione si trova invece al di qua, internamente, dove
    gli anelli di fumo si confondono con i pensieri felici di esserci… 🙂

    "Mi piace"

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