Una tazza di the a fiori..

“Roma nuda.. scusa se perdo lacrime per strada.. mal che vada.. fa finta che so gocce de rugiada..”.. “e basta a sta così.. nell’angoletto de sta strada..” canta malinconia Franco Califano.. in un Sabato mattino pieno di nebbia.. e luce bianca di un cielo.. che copre il sole.. di un mattino che ha il sapore dell’inverno..

così mi sveglio anche io.. una tazza di caffè.. dopo bei sogni sognati vicino a Timbuctu.. mi sveglio di buon ora.. accendo tranquillamente una sigaretta.. ora ..

ho spazio vitale.. come se l’energia prendesse spazio.. respiro.. la mia aria.. il mio respiro.. e ne approfitto per scrivere e poter parlare con me stessa.. qui.. su smilingdog.. serenamente.. mio.. diario di bordo.. ed anche rifugio personale.. sorrido..

le nuvole lassù brillano d’argento e azzurro.. è giorno..

accendo la sigaretta viva e pimpante.. o quasi.. sorrido a mezza bocca ma mi riassaporo.. come un amico appena ritrovato.. o meglio un amica invisibile alla quale confidavi te stessa.. te stessa.. respiro.. ossigeno mentre accendo la sigaretta e scrivo..

ho fretta di scrivere.. chè oggi ho impegni.. detesto avere impegni.. eppur così mi trovo a scrivere velocemente qui.. per imprimere me stessa come un tatuaggio.. imprimerlo.. per non dimenticarmi di me.. del mio spazio.. dei miei pensieri.. mio.. io.. che non solo non vuol morire.. tutt’altro.. vuole morire nel senso più sublime secondo me.. vuol aver tempo e spazio per poter pensare.. e pertanto esistere.. “Cogito ergo Sum” .. Penso pertanto esisto.. Cartesio le sue coordinate per vivere.. e così.. sono qui.. io.. corpo mente e anima.. un cammino in avanti.. spingendo senza resistenza.. per entrare dentro di me.. fumare una sigaretta nel silenzio più totale e finalmente .. pensare.. chè è tra le cose più belle che esistano sulla terra.. e tu non venirmi a dire le cose che ti piacciono.. a me piace pensare.. colloquiare.. nel silenzio di un fumo lieve e leggero.. non soporifero.. ed esistere.. e così il tempo si ferma.. correndo.. se corri.. mi fermo.. sospiro.. deglutisco.. sorrido.. sì esisto.. anch’io.. e non c’è niente di più sublime che cercarsi tortuosamente e trovarsi.. il cammino è arduo difficile per ogni essere umano.. che s’intenda.. umano.. un cammino che ti vede desolato all’angolino della strada.. a cercar consensi.. a vedere ed essere non visto.. essere circondati da una cecità che pur ti appartiene.. impegnata come sei a cercar te stessa.. ed ora sono qua.. il mondo ai suoi problemi.. io al mio respiro.. soffice.. tranquillo.. io..

non mi dò certo arie .. ma sorrido.. contenta di un’ora di traguardo.. di essere.. di non aver consumato invano i miei sforzi erculei.. per una lucidità che è mia.. preziosa.. e che non ho intenzione di non amare.. come si può? dopo tempo lunghissimo senza lucidità e offuscata.. da materiale chimico perchè non sapevo affrontare un Dolore.. ora sono qui.. determinata.. con il mio bagaglio di esperienza.. che nella vita serve sempre.. il cuore un battito un sussulto.. ed un vento lieve e leggero si alza ora appena.. si sta rinfrescando l’aria.. ed i colori cominciano ora soltanto a farsi luce..

E’ importante non sentirsi speciali.. è un passo avanti verso la crescita..

.. che non finisce mai..

Timbuctu saltella giocoso.. la sigaretta fuma alla mia destra.. al suo solito posto.. fuma vivace.. viva.. mi scopro a guardare divertita la finestra.. e i suoi colori.. e la sua veduta.. foglioline fresche e nuove e verdi la prima cosa che noto.. oltre lo sciabordio delle onde pigre che arrivano a riva.. ed il cielo a rispecchiarne i colori.. uno squarcio di cielo si apre proprio ora.. azzurro di sole.. sabato mattino.. appena iniziato.. sto sul pezzo, Vanna, stai sul pezzo.. tutto prende vita.. sì ci metto moltissimo a svegliarmi il mattino.. la pressione bassa che mi contraddistingue.. la pigrizia tipica del Sabato.. i sogni colorati insomma.. mi sveglio ora.. piano piano.. e lentamente..

esco..

l’arietta pomeridiana in città è luminosa..

rientro in casa.. dopo un paio di sigarette fumate in compagnia di Hermano.. a parlar del più e del meno.. un caffè e via.. a casa.. Timbuctu mi aspetta.. appena sveglio mi fa le sue feste.. mi coccola.. caldo e tenero..

rientro.. chiudo la porta di casa come a chiudere il mondo dietro di sè.. forse è una forma di isolamento.. ma direi maggiormente di espansione spaziale.. di vivere alla mia maniera.. l’intolleranza esiste.. sospiro.. esiste in me in una maniera esagerata.. ma è la vita stessa che ti ci porta.. ad essere così.. e così .. quieta come le prime ore di un pomeriggio che assomiglia già troppo ad una primavera che non è.. riprendo a scrivere note ondeggiando al ritmo delle onde del mare.. che sembrano sbattere contro gli scogli ed un sole tiepido.. sbatte contro la mia energia.. di forza.. fumo.. la mia sigaretta in silenzio.. mi fermo.. una pausa.. tra me e me.. alzo lo sguardo.. Albertino la foto mia e di Albertino che ci sorridiamo a vicenda.. è sopra di me.. un sorriso sincero.. amabile.. immortalato.. e sembra starsene lì a rammentarmi momenti che pure forse non erano già felici.. ma il tempo per essere felicemente felici si trova eccome quando si ama.. un cagnolino.. il mio gattino.. di amore puro..

banalità per chi ama gli animali.. banalità.. ma perle rare .. per chi ama un sol sorriso di un’anima innocente.. che scende dal Cielo solo per poterti consolare.. e così.. come mi coccola Timbuctu con le sue e mie coccole.. così io ed Albertino.. così io e Wisky IV il quale per anni con la sua Grande Anima e Bonarietà ed Amore e Simpatia mi ha aiutato nel vivere quotidiano.. dormendo sane dormite insieme e godendoci insieme pomeriggi assolati.. nel nostro lettone.. senza bisogno.. di niente.. chè di una passeggiatona.. tra i boschi con Hermano .. insomma l’ansia non c’era ai tempi di Wisky IV .. cane che non conosceva questa inquietudine.. un cagnolone che più che un cagnolone simpatico.. era il nostro bambino.. buono.. gioioso come una stella che brilla.. e così.. le malinconie come se ne vanno.. tornano.. non si può dominare niente se non  la propria rabbia.. forse.. e così prendo un momento di respiro.. e comincio a seguire le ore di questo sabato pomeriggio assolato.. sola.. ritorno nel letto.. a dormire un po’.. non ho voglia di parlare.. non ho voglia di tornare nel passato.. no..

fumo indisturbata una sigaretta..

una tazza da the meravigliosa a ricordarmi che esistono meraviglie anche tra il genere umano.. sì.. rare presenze nella vita.. ma esistono.. rare.. perchè ci vado d’accordo.. perchè hanno la delicatezza di ascoltare e non solo voler dire la propria.. insomma.. la tazza di the a fiori elegante di fronte a me.. è lì a rammentare la qualità.. la bellezza.. l’idea di un the fresco bevuto in due e la bellezza sana di potersi .. raccontare..

smilingdog

 

 

 

 

 

non sono un Guru

mi sveglio nel cuore della notte.. guardo l’ora.. dormo solo poche ore.. dopo un sogno.. bruttissimo.. mi sveglio.. mi accendo ancora agitata una sigaretta.. Timbuctu corre subito da me.. come a soccorrermi.. nella tempesta.. fumo fumo grigio.. sembra un sabato sera.. sì ancora assonnata sorseggio ripensando al brutto sogno.. sorseggio del caffè.. fumando pigramente una sigaretta.. la seconda.. guardo fuori.. tutto tace.. sono sveglia.. la notte è silente.. decido di aprire la finestra.. ho bisogno senza dubbio d’aria aria fresca.. dopo un giorno di caldo invernale.. un afoso giorno d’inverno.. le luci della casa accese.. la notte sembra morbida fuori all’aperto il cielo che si appoggia quieto sul mare sembrano rassicurarmi insieme al fumo della sigaretta che sale verso il mare .. mi riprendo.. respiro aria notturna e fresca e sì.. mi riprendo.. un po’ di acqua sul viso.. e la torrida estate se ne va.. mi acquieto.. mi siedo di fronte al pc.. non ho voglia di ascoltare musica.. ma ho bisogno mi accorgo di aver bisogno di silenzio.. lo cerco e lo trovo dentro di me.. un silenzio rinfrescato.. appena sveglio appena ritrovato.. m’infilo il mio paile da casa.. ci sto bene e comoda.. e decido di aprire smilingdog.. senza troppo da dire e senza parole.. ma apro il blog mi accendo una sigaretta e sì.. lo dico.. il giorno comincia.. adesso.. ora.. canticchiando addirittura una canzone.. ritrovato il mio spazio vitale.. respiro respiro.. e tippetto qui.. il foglio bianco.. gli occhialini puliti che sanno di fresco come le mie mani.. le mie dita.. che scrivono qui ora.. e quasi quasi sorrido.. sorrido già.. al mio posto .. il posacenere verde color della mela alla mia destra.. la sigaretta fuma come in un disegno.. fuma.. mentre io scrivo con la schiena dritta.. in una postura che è normale.. una postura classica per chi è abituato ormai da anni a scrivere.. un diario di bordo.. on-line.. mentre un treno transita.. di fronte al mare .. di fronte casa mia.. il silenzio soffuso dovuto alla solitudine ed alle mie cuffie che mi proteggono dai rumori fastidiosi del mondo.. e mi aiutano a concentrarmi ed eccomi qua.. quasi scrivo senza respiro.. come bere assetati.. un sospiro solo ora .. solo ora.. ansia accumulata.. calura di un giorno d’inverno caldissimo.. sì le temperature si sono alzate d’improvviso.. oggi pomeriggio è sembrato proprio un giorno di primavera con i colori dell’inverno.. io ed Hermano a berci un caffè di fronte al mare.. un peschereccio passava sotto un raggio di sole.. sembrava un paesaggio del Nord Europa.. mi ha ricordato un paesaggio britannico.. con gli alberi con i colori degli alberi.. non sembrava di essere nella mia bellissima città.. sì oggi ho girato per la mia città.. e mi è sembrata bellissima bellissima ancor oggi.. ancora esiste.. ancora non si è trasformata.. mentre studenti come sempre passano per le vie.. belle ed eleganti classiche romaniche della mia città… l’atmosfera come quella di trent’anni fa.. la stessa.. le stesse case.. gli stessi curati balconi.. la sua classicità.. il suo bel silenzio colorato di cielo azzurro e raggi di sole.. non mi sono sentita fuori luogo.. tutt’altro.. mi sono sentita parte della Città anche io.. ed il suo Viale ha sempre i suoi alberi cresciuti forse con me.. gli alberi che portano al mare.. verso la parte nord della città.. ci fermiamo in un bel bar e mi mangio un magnifico Toast! magnifico per la sua bontà.. un succo di arancio fresco .. un paio di caffè.. e l’onda dell’ansia non perde tempo ad arrivare nell’animo.. cerco di affogarla in un altro caffè.. e solo ora mi accorgo di essere stata vittima dell’ansia respirata.. a boccate piene ansia pura.. nell’aria.. che sia nell’aria? oppure solo mia? .. solo ora la riconosco.. solo ora.. che sembra se ne sia andata via.. solo ora.. respiro..

bene. ora che l’ho riconosciuta.. nemico invisibile ma presente.. solo ora lo debello mandandolo con molta calma via.. via.. lontanissimo da me.. a cercar quiete come ombra sotto un pino.. a cercar la mia quiete che pure c’è nel corpo mio.. dentro l’animo mio.. basta andare un po’ più a fondo.. nel fondo dell’anima.. a cercar riposo.. la quiete una quiete che esiste sotto un mare mosso ed ondoso.. sì.. forse si tratta proprio di educare il respiro.. mi viene da sorridere.. perchè mi dico: Vanna cosa hai scoperto? non lo sai da sempre che il respiro va anch’esso educato.. ma.. preferisco ora che sono esattamente le 23.39 non pensare al ritmo del mio respiro.. all’ansia ed alle sue inquietudini.. al moto ondoso respirato solo in un solo giorno.. no.. guardo la mia sigaretta.. quieta calma lei.. e me la fumo.. cercando almeno di gustarmela.. almeno.. lei.. le boccate di fumo nebuloso e trasparente.. sembrano uscire dalla bocca.. a forma di grande nube.. nuvola.. una nuvola grigia e bianca.. l’ansia stanca.. la stanchezza provoca ansia.. insomma è tutto un giro di parole e un giro di “rotture di scatole”.. enormi.. Fermati! me lo impongo.. fermati.. rompi il fiato.. mi rammento queste parole di quando giocavo a tennis una partita .. dovevo rompere oltre che il ritmo all’avversario dovevo rompere anche il fiato.. un sospirone.. e mi sento subito Yogananda.. Un guru.. con gli occhi però di un cartone animato sfinito.. Beep Beep.. stanco come Beep Beep.. a meditare.. nel silenzio della stanza.. mentre Timbuctu dorme.. ignaro.. o almeno lo spero.. ignaro.. dei miei esercizi per non dico vincere una partita.. ma almeno.. per pareggiare.. per trovare la via di mezzo.. un net.. non dico a mio favore.. una seconda palla.. insomma la partita di oggi.. oggi.. una partita nata stanca.. non c’è niente da fare.. le gambe non si piegano.. ed io.. non ho neppure voglia di andarmene negli spogliatoi.. avrei voglia di urlare.. gettate una spugna.. mi arrendo.. ma contro la corrente.. contro un mare alto.. contro l’ansia.. ci sarà pure il lato buono della medaglia.. o no? ok. prendo la mia pasticchina.. che manderebbe in orbita un elefante adulto.. ho cercato di vincere.. di pareggiare.. ma no.. alla fine.. il the end.. è la solita pasticchina.. che alla mia età.. devo.. e la devo prendere.. questione di sopravvivenza.. acuta!

Ridere.. per non soccombere!

smilingdog