“C’è una casa bianca che..

Sono le 22.43. Non ho sonno ma avrei tanta voglia di farmi un caffè.. latte e zucchero.. un po’ di panna.. sul caffè.. panna montata dolce dolce.. che mi raddolcisca un pochino.. la giornata vissuta affannata.. non so se sono diventata proprio pazza completamente.. davvero non lo so! oppure semplicemente una misantropa.. che non ce la fa più a stare in mezzo ad altre persone.. non so.. non so davvero.. la misantropia.. stanchezza delle cose che la gente ti chiede di continuo.. la gente.. le persone.. la stanchezza.. tanta.. l’aria che respiro.. mi manca.. quando c’è qualcuno.. sempre più..

Accendo deglutendo amaramente questo concetto.. dicevo.. accendo la mia sigaretta..

Sì, parlo di stanchezza.. come a dire vado via.. andate via tutti! ma tutti da me! Via!

Misantropia.. è pesante la situazione.. davvero.. quasi a non respirare.. senza considerare il fatto del gran caldo di oggi.. caldissimo.. davvero fuori e dentro casa..

Sbuffo! Sospiro.. non trovo pace.. davvero!

Meglio che mi fermo un momento.. accendo.. nel silenzio della sera, una sigaretta e provo a rilassare le membra e me..

Fumo chè sembro una ciminiera

Mi sento come un marinaio nella sua stiva.. a fumare.. in silenzio.. con il suo gattino Tito a fargli da compagnia.. ecco.. allora così sto bene..

In compagnia del silenzio, di me stessa.. un momento di pace.. di riposo.. della mente.. di pace..

Sì se ci penso bene sono sempre più insofferente.. sempre più.. alle parole.. alla gente.. non mi interessa proprio più nulla.. di questo.. cosa sarà.. poi.. cosa ne verrà fuori non lo so e neppure m’interessa.. mi godo il silenzio della sera..

Ognuno alla fine diventa quello che ha vissuto.. niente di più semplice ed anche di più banale.. ma vero.. quello che ha vissuto significa tante cose.. parole dette, e parole ascoltate.. troppo forse.. sensibilità acuta in un mondo quasi senza più poesia.. un mondo violento, soprattutto per quello che mi riguarda, di parole.. di gesti, di assenze troppo gravi.. e di cose che poi avvengono nel tragitto di questo veliero.. dove ora io mi sento.. in questa vita che galleggia.. fra onde che sembro conoscere.. ed indifferente o forse neanche un po’.. reagisco sempre più nervosamente ed impotente..

vado via.. da tanto tempo che vado via.. che ormai sto qui.. e sorrido e sento la mia voce.. sottovoce.. le offese subite.. e le offese date.. un calcolo matematico diventa la stessa esistenza? Non credo.. o forse sì.. so che vado via.. anche da tante altre cose nelle quali credevo e mi chiudo ulteriormente nel mio silenzio interiore.. chè le mie parole non le ascolta nessuno.. mi sembra.. mi sembra..

Mi sembra in questo periodo storico, una lotta per farsi ascoltare.. ed il deserto ed il grande mare.. ad ospitare tante persone così.. senza meta.. senza case.. senza.. parole vere da dire.. solo libri letti.. mai un po’ di umanità.. come se l’umanità fosse sparita.. da me… lontana ed io la cerco.. ancora.. dentro di me.. forse ormai.. invano..

Sì, un marinaio in questo grande mare buio

Fortunatamente c’è la musica.

Avere una patologia, e sentirsi addirittura in colpa per questa patologia una colpa mistica, mi sembra addirittura eccessiva la cosa.. eccessiva..

Così m’arrabbio.. e vado via.. in lidi sempre più lontani.. da tutto e da tutti.. già allora.. tempo fa cercavo l’isola senza luce e senza gas.. già allora.. dovevo andare..

Mi sveglio il mattino, però, che sono di buon umore.. Tito saltellante ed allegro mi saluta.. io sorrido quasi radiosa al nuovo giorno mentre vado a preparare il mio caffè..

Mi piacerebbe mangiare solo banane.. un po’ selvaggiamente.. poi la voglia di tagliatelle ai funghi arriva quasi puntuale.. Non ho un orario stabile per mangiare.. e così solitaria.. me le gusto e prego mentre mangio e mentre mangio provo a provare tutto l’Amore che ho imparato quando ero una ragazzina all’oratorio, pregando.. in gioia e amore..

Le mie piantine avevano bisogno di tanta acqua oggi.. le ho annaffiate molto.. con molta acqua.. sembra improvvisamente essere arrivato il caldo.. erano esauste anch’esse.. erano assetate!

Ho quasi sonno..

Ma mi farò un buon caffè..

Domani ho appuntamento con il mio medico.. mi fa piacere la cosa.. probabilmente usciremo all’aperto per parlare di fronte ad un caffè.. e all’aria aperta di fronte ai suoi bellissimi occhi.. e la sua bellissima giovinezza.. e grinta da vendere! Un piacere! Sorrido piacevolmente.. contenta..

Secondo me le anime non hanno sesso..

E meno si fa e meno si ha voglia di farlo.. come per mangiare o per bere..

L’Uomo si abitua a tutto.. davvero.. o quasi.. la solitudine no, però! Ti prego.. la solitudine no! Non ce la farei.. almeno Hermano che mi venga sempre a trovare e Tito il mio gattino nero nero a farmi le fusa.. i miei fiorellini ed il Cielo che brilla di stelle o di sole.. e le sue nuvole belle a colorare la mia fantasia fanciullesca..

Insomma forse chiedo troppo ad una Vita che continuo a maltrattare, che mi ha fatto vedere le stelle da dolori e solitudini.. e che alla quale troppe volte sono decisamente ingrata comunque..

L’ingratitudine a vederci ben bene è proprio ingiusta e di pessimo gusto, la Vita, i suoi profumi e le stelle in un Cielo notturno.. uno spettacolo così.. è già un Dono immenso.. Già! L’immensità..

Sì, la gratitudine è un valore fondamentale.. sempre.. e me ne dimentico un po’ troppo facilmente!

Ed infine, ci sono sempre io, eccomi qui, con i miei giochi quasi fanciulli con le mie mani che vogliono sempre giocare, ma davvero!, chè si muovono velocissime sulle mie amate tastiere, che amo da sempre.. tastiere da type-writer un tempo, tastiere da d.j. poi, tastiere da youtuber, tastiere da facebook, tastiere da blogger.. sorrido.. cosa vuoi di più? Vanna! Svegliati che il giorno è già sorto! .. da tanto tanto tempo.. eh già..

Ecco, il post è terminato.

La canzone che ho in mente è Casa bianca scritta da Don Backy cantata da Ornella Vanoni.. pezzo stupendo.. bellissimo..

L’Immensità… Già..

smilingdog

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