Fra battaglie da continuare a combattere, vento fresco, guerre, umiliazioni, ribellione.. silenzio color del fuoco

“Morire qui non è da me.. morire fa bene… ma non per me!” cantava grintoso Renato Zero ed io qui alle tre del pomeriggio di un lunedì silente mi sento così, proprio così.. morire non mi va.. e cerco di aiutarmi in tante maniere. Il silenzio di oggi sembra essere condito da un vento che mi piace.

E’ un Silenzio elegante, rispettoso, silenzio puro che arricchicchisce i miei pensieri altrimenti disturbati.. dalla confusione, dalle parole non eleganti.

I miagolii di Timbuctu fanno da cornice alla giornata morbida.. mi sento viva e ricca.. tutto mi sembra appartenere.. e sono quasi serena..

Accendo una sigaretta.

Fumo, aspiro, mentre un vento gentile accarezza i capelli e la nuca..

Tende sparse ondeggiano dalle finestre facendo ombra dalla cucina.

Ho ripreso a bere acqua per le mie gambe stanche..

Mi accorgo di vivere in una delle parti più belle del mondo. Me ne accorgo soltanto ora. Oggi!

E così all’improvviso mi rendo conto della mia ricchezza!

Il mare è di fronte la mia casa.. azzurro..

Non ho altre parole da aggiungere per oggi, tranne il fatto che la mia nipotina Vanessina, dolce e premurosa, è venuta subito a trovarmi appena uscita dal reparto. E’ gentile, dolcissima e premurosa.

Altro da annotare? Forse la canzone di Renato Zero mi assomiglia, chi lo sa? Non è facile arrivare a conoscere profondamente se stessi.. Qualcuno disse che è di fondamentale importanza! Già conoscersi, conoscere i propri limiti, darsi una chance, darsi un bacino, dirsi un “Ti voglio bene” chè forse non è tutto così sbagliato come potrebbe sembrare, come potresti pensare proprio tu!

Essere più elastici con gli altri e con se stessi, e arrabbiati anche, certo! Altrimenti purtroppo.. che Vita sarebbe? Arrabbiarsi è doveroso dove non c’è giustizia, non ribellarsi è iniquo, il silenzio complice ti fa sentire male, bisogna ogni tanto urlarlo quello che non va. O no? Io canto questa canzone, che di ribelle ha tantissimo.

smilingdog

 

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Racconti dal reparto

Mi siedo sul terrazzino, sono le 18.52 del pomeriggio domenicale. Mi viene da piangere. Scruto il Cielo, una mezzaluna pallida m’inquieta, come sempre. Sospiro, piango e vedo un piccioncino su una finestra di un palazzo vicino. Mi rallegro solo un po’ ma un po’ mi rallegro. Penso, disfo, amo la solitudine ed il silenzio, ma oggi il silenzio è un silenzio pesante, come l’afa ed il caldo di un pomeriggio solitario. La solitudine che pesa tutta su di una spalla ed io che continuo a fare i conti con me stessa, la Vita, le domande ed i bilanci, i bilanci che non portano mai. Ogni giorno è così. Ora accendo una sigaretta, Timbuctu miagola ad Hermano che è appena entrato in casa. Io continuo qua a scrivere. Deglutisco. Accendo e fumo.

Opto per lo scrivere. Mi voglio senza dubbio aiutare.

Fumo

Fumo e penso.. ci provo

Faccio i conti con me, con Dio, con la Vita stessa, con la morte, con la morte, con silenzi secolari, con il buio e le sue paure, con le mie angosce. Piango dentro di me.

Combatto e forse ho perduto. Da tanto tempo eppure continuo a combattere, flebile flebile, con un filo di voce ormai..

sospiro.

Il pezzo forse è già terminato. Così. Forse non ho bisogno di scrivere altre parole.

Ho bisogno di umano.

dentro e fuori di me.

Una scatola di cioccolatini mi sta sorridendo con una immagine rossa. come a dire, non è finita Vanna! Non è finita!

La scomparsa di Wisky IV, il mio cane adorato, mi ha distrutto il sistema nervoso definitivamente. E le paure si avvicinano subdole viscide, cattive.

L’impotenza e la fragilità ansimano dentro ogni mio respiro e sorridere diventa così difficile.

La malattia, la mia, è subdola e cattiva. La combatto da 25 anni.

Sono così stanca.. da morirne.. ma non ho voglia di morire.. no..

E’ una malattia particolarissima e rara.

Non vorrei essere così triste, ma il mio smilingdog è un diario di corsa. Un diario di vita, e la domenica sono sempre triste, perché io amavo andare a scuola, amavo stare con i bambini e la domenica era sempre triste per me.

Accendo la sigaretta

Starmene qua sul foglio mi rilassa.

Sorrido

Sì, leggerezza Vanna! Leggerezza! Sorrido perché io leggera non sono stata mai

Credo che prendessi sul serio anche Monopoli quando ero una bambina.

Dovrei aver più comprensione per la mia persona e soprattutto più Amore e rispetto. Senza ombra di dubbi.

Mi sono impegnata sempre in tante cose. Bisogna ascoltare di più certe notizie etiche buone. Bisogna dirla la Verità, ma che sia soave dolce e buona.

Fumo

Mi mancano le mie amiche del reparto. Due mesi insieme si fanno belle amicizie, strette strette.

Mi manca il mio orzo bevuto in solitaria con una sigaretta in mano nel silenzio della sera con le luci al neon.. un ambiente bruttissimo.. un habitat per animali.. Dio che Disgrazia sono certi Uomini e Donne!

Con che prepotenza ti reputano “pazzo” e chiudono le porte.. quante speculazioni su noi “malati mentali” soprattutto su quelli che hanno denaro. Insomma.. tocca sentirne e vederne e subirne di troppi colori.. e vien voglia di piangere senza più parole..

Ci sono “malati mentali” che hanno come budget giornaliero 2.30 euro. Da far esplodere una bomba a chi è connivente con certe situazioni senza speranza. Senza soldi si è tristi moltissimo, senza libertà anche e forse è la sofferenza fra le peggiori, in più se sei solo, e siamo tutti molto soli, se no non ci ammaleremmo, non c’è nessun anima pia che ci difende. La classe degli “ultimi” che fece rabbrividire Madre Teresa di Calcutta, la classe degli ‘intoccabili’ la classe ultima.. come in India.. le caste .. che disperazione. Che impotenza. Che ignoranza. Che malvagità. Il Signore è buono e spero che un giorno tutto diventi luce, verde, aria, libertà, amore libero o coniugato fra di noi che ci amiamo, senza essere presi a pugni per una carezza al cuore, senza minacce di essere presi a botte per essere sorpresi a fumare in camera, io che di sigarette ne fumo tre pacchetti al giorno.

La sigaretta mi fa compagnia. E fumiamo tutti.

Non mi posso permettere il lusso di morire. Devo denunciare. Devo parlare. Devo scrivere dalla parte di chi è malato come me. Chè sì qualche volta sta proprio male da dover essere ricoverato, ma che il ricovero non diventi un incubo ulteriore.

smilingdog

 

 

 

 

 

Una danza di libellula

Sai la vita.. ogni volta ne combina una delle sue.. a volte una canzone cantata all’unisono in coro riesuma un cuore così spento.. un miagolio dietro la porta di casa che ti aspetta dolce e malinconico.. e poi si riasserena subito e dorme felice  vicino a me.. insomma un giorno felice e molto. Oggi ho ricevuto amore da tante persone conosciute in reparto.. tanto amore da piangerne e da aprire un cuore, il mio, cinico e chiuso, alla speranza di una mano amica.. poi ti sollevano gli abbracci, un sussurro “ti voglio bene Amica mia” fanno il resto. Siamo in tante.. tutte fumatrici.. con la voglia immensa di far baldoria.. di mangiarci una pizza insieme alla faccia! E così Roberta mi saluta cantandomi “Tu sei romantica” di Tony Dallara, Roberta di grande intelligenza, bellezza, ma soprattutto gentilezza, e poi tutte le altre spose di un dolore, di un amore che non c’è più, dimenticate nei dimenticatoi del mondo, eppure un soffio di calore ci risana di Amore puro come puro è il dolore rinchiuso fra le quattro mura senza aria.. ma la lotta continua.. noi esistiamo.. Roberta esiste e con il suo buon esempio di amore veramente Amore gratuito a tutti! a tutti! Nessuno escluso mi ha dato una lezione bellissima di vita.. di bontà, di purezza, di intelligenza, di generosità e di gesti e non solo parole.. come dice Gisella, bellissima e dolce, così dovrei nominarle tutte per giustizia.. ma siamo in tante davvero! Ognuna con una storia forse da non raccontare più, ma da raccontarci in un abbraccio solidale senza pregiudizi invidie di sorta, senza catene.. noi che abbiam voglia di danzare da una vita.. finchè siamo vive! E quanta vita dietro tanto dolore silenzioso.. quanta violenza sopportata.. quante lacrime.. quante catene.. disumane.. nessuno ci viene mai a trovare.. così la severità dentro le mura c’è.

Ora ho cambiato medico. Il mio dolcissimo medico forse era troppo giovane per me, e finalmente chiacchiererò del più e del meno con una psichiatra con la quale ho molta confidenza. Ormai sa tutto di me.. che altro c’è da sapere? Così sorrido di fronte al mio nuovo computer bianco nuovo di zecca. Sono serena, una giornata felice dopo tanto tempo, ricordo soave e bellissimo, una carezza fra le mani giunte.. e sì, chissà… forse ha proprio ragione Roberta, simpaticissima fra le altre doti, e bellissima, a dirmi che sono proprio una romantica salutandomi in un volo meraviglioso di una splendida libellula..

smilingdog