Racconti dal reparto

Mi siedo sul terrazzino, sono le 18.52 del pomeriggio domenicale. Mi viene da piangere. Scruto il Cielo, una mezzaluna pallida m’inquieta, come sempre. Sospiro, piango e vedo un piccioncino su una finestra di un palazzo vicino. Mi rallegro solo un po’ ma un po’ mi rallegro. Penso, disfo, amo la solitudine ed il silenzio, ma oggi il silenzio è un silenzio pesante, come l’afa ed il caldo di un pomeriggio solitario. La solitudine che pesa tutta su di una spalla ed io che continuo a fare i conti con me stessa, la Vita, le domande ed i bilanci, i bilanci che non portano mai. Ogni giorno è così. Ora accendo una sigaretta, Timbuctu miagola ad Hermano che è appena entrato in casa. Io continuo qua a scrivere. Deglutisco. Accendo e fumo.

Opto per lo scrivere. Mi voglio senza dubbio aiutare.

Fumo

Fumo e penso.. ci provo

Faccio i conti con me, con Dio, con la Vita stessa, con la morte, con la morte, con silenzi secolari, con il buio e le sue paure, con le mie angosce. Piango dentro di me.

Combatto e forse ho perduto. Da tanto tempo eppure continuo a combattere, flebile flebile, con un filo di voce ormai..

sospiro.

Il pezzo forse è già terminato. Così. Forse non ho bisogno di scrivere altre parole.

Ho bisogno di umano.

dentro e fuori di me.

Una scatola di cioccolatini mi sta sorridendo con una immagine rossa. come a dire, non è finita Vanna! Non è finita!

La scomparsa di Wisky IV, il mio cane adorato, mi ha distrutto il sistema nervoso definitivamente. E le paure si avvicinano subdole viscide, cattive.

L’impotenza e la fragilità ansimano dentro ogni mio respiro e sorridere diventa così difficile.

La malattia, la mia, è subdola e cattiva. La combatto da 25 anni.

Sono così stanca.. da morirne.. ma non ho voglia di morire.. no..

E’ una malattia particolarissima e rara.

Non vorrei essere così triste, ma il mio smilingdog è un diario di corsa. Un diario di vita, e la domenica sono sempre triste, perché io amavo andare a scuola, amavo stare con i bambini e la domenica era sempre triste per me.

Accendo la sigaretta

Starmene qua sul foglio mi rilassa.

Sorrido

Sì, leggerezza Vanna! Leggerezza! Sorrido perché io leggera non sono stata mai

Credo che prendessi sul serio anche Monopoli quando ero una bambina.

Dovrei aver più comprensione per la mia persona e soprattutto più Amore e rispetto. Senza ombra di dubbi.

Mi sono impegnata sempre in tante cose. Bisogna ascoltare di più certe notizie etiche buone. Bisogna dirla la Verità, ma che sia soave dolce e buona.

Fumo

Mi mancano le mie amiche del reparto. Due mesi insieme si fanno belle amicizie, strette strette.

Mi manca il mio orzo bevuto in solitaria con una sigaretta in mano nel silenzio della sera con le luci al neon.. un ambiente bruttissimo.. un habitat per animali.. Dio che Disgrazia sono certi Uomini e Donne!

Con che prepotenza ti reputano “pazzo” e chiudono le porte.. quante speculazioni su noi “malati mentali” soprattutto su quelli che hanno denaro. Insomma.. tocca sentirne e vederne e subirne di troppi colori.. e vien voglia di piangere senza più parole..

Ci sono “malati mentali” che hanno come budget giornaliero 2.30 euro. Da far esplodere una bomba a chi è connivente con certe situazioni senza speranza. Senza soldi si è tristi moltissimo, senza libertà anche e forse è la sofferenza fra le peggiori, in più se sei solo, e siamo tutti molto soli, se no non ci ammaleremmo, non c’è nessun anima pia che ci difende. La classe degli “ultimi” che fece rabbrividire Madre Teresa di Calcutta, la classe degli ‘intoccabili’ la classe ultima.. come in India.. le caste .. che disperazione. Che impotenza. Che ignoranza. Che malvagità. Il Signore è buono e spero che un giorno tutto diventi luce, verde, aria, libertà, amore libero o coniugato fra di noi che ci amiamo, senza essere presi a pugni per una carezza al cuore, senza minacce di essere presi a botte per essere sorpresi a fumare in camera, io che di sigarette ne fumo tre pacchetti al giorno.

La sigaretta mi fa compagnia. E fumiamo tutti.

Non mi posso permettere il lusso di morire. Devo denunciare. Devo parlare. Devo scrivere dalla parte di chi è malato come me. Chè sì qualche volta sta proprio male da dover essere ricoverato, ma che il ricovero non diventi un incubo ulteriore.

smilingdog

 

 

 

 

 

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