Parole che penso

“Accade.. canto nel pieno della notte tra me e me questa bella canzone di Renato Zero che ho più volte anche inserito qui su smilingdog, la canto ed è notte appunto ancora. Mi sono svegliata molto presto, ero riposata ormai e così ho deciso di alzarmi. Io e Timbuctu tutti e due insieme. Ho fatto davvero brutti sogni e così, forse, è stato meglio così che mi sia svegliata. Ho messo del ghiaccio sopra al ginocchio dove ieri mi hanno tolto del liquido, mi ha fatto malissimo questa piccola operazione, ma tanto male! Ma cammino meglio. E forse non mi devo operare! Era anche ora che mi rivolgessi ad un ortopedico per le mie gambe stanche ed affaticate ed anche e soprattutto doloranti. Camminavo meglio ieri poi. Ed anche questa mattina cammino leggermente meglio. Mi sento meglio ed anche più giovane. Come se avessi trovato una speranza di tornare a camminare bene, normalmente chè altrimenti mi stanca e mi affanna tantissimo tanto da starmene nel letto a riposare quasi tutto il tempo. Così mi sento ringiovanita.

Prendermi cura delle mie gambe affaticate e doloranti da tanto tempo era ora! Ma il medico non mi ha detto nulla. Era cordiale e gentile. E forse chissà.. tornerò a camminare normalmente.

Mi accendo una sigaretta. Le auto passano sotto casa per andare chissà dove, è notte ancora. Il Cielo là fuori è scuro, ed io non sono stanca. I lampioni accesi che vedo dalla finestra girando la testa alla mia destra brillano di una luce bianca, li amo moltissimo, hanno il sapore dell’Inverno, del freddo, e poi quante notti mi hanno vista qui, sopra il pc a scrivere ed io a rimirarli magarsi fumando una sigaretta ed in cerca di ispirazione.. Quante notti insieme ai miei lampioni romantici.. Sì, io parlo con gli oggetti che mi circondano, pensando che anch’essi hanno una loro anima, una loro vita, in genere una vita romantica, come amo parlare con Timbuctu che dolcemente mi risponde sempre. Mi chiama mamma! è chiarissimo quando lo dice, insomma parliamo insieme. Ed è molto divertente. Mi dice per esempio anche Ciao! oppure “Mi vuoi bene Tito?” e lui regolarmente mi risponde dispettoso e bambino “No” con la sua vocina delicatissima. Oppure ti è piaciuta la pappa? e lì lui parla con i gesti, si lecca i baffi! Ed anche nostra abitudine darci il Buongiorno la mattina appena svegli. E’ bello vivere con Timbuctu.

Ora nel silenzio notturno si è riaddormentato. Voleva uscire fuori nel terrazzino ma è freddo! E non gliel’ho permesso. No. Io indosso per la prima volta in casa la mia giacca di pile calda a pois, a pallini tutti colorati. Come ci sto calda e comoda!

Respiro, aspiro la mia sigaretta nella notte e sospiro.. fumo e penso tra me e me.. sono sveglia ormai da un po’, la mente è lucida, e la casa tutta in ordine. Solo una luce piccola è accesa mentre sono qui, e la casa mi sembra ancor più bella. Sorrido.

Il mare è calmo. Le onde giungono a riva lentamente e poche.. da lontano, forse sono stanche.. già..

Delle volte quando il mio animo si agita penso ai sorrisi che mia madre Mara ogni tanto mi fa quando mi viene a trovare nei miei sogni notturni. Sembra volermi rassicurare, calmare, io che tendo ad essere una persona che si agita abbastanza. Già. E sorrido. Lei ogni tanto la vedo nei miei sogni, e mi sorride bella. Così mi rassicura. Ed il mio animo si calma. Ho spesse volte, quasi sempre, bisogno di essere rassicurata, rincuorata, consolata, sì sì, già.., e le parole mi feriscono tantissimo. Ancor oggi. Da bambina credo che non avevo difetti, ero così ubbidiente e giudiziosa. Crescendo probabilmente sono cambiata, arrabbiata, e forse solo ora non sono arrabbiata più. Sì, non mi arrabbio più.

Fumo un’altra sigaretta, mentre la mia voce detta le parole qui. Le mie mani eseguono diligentemente ogni parola e virgola. Non vorrei terminare questo post. Ho desiderio di scrivere e forse sì forse anche di parlare un po’. Non ricordo un solo momento nel quale ho parlato proprio dal profondo. Non mi ricordo più forse. Non lo so. E già e sospiro, così chiusa in me stessa le parole mi escono con difficoltà da me, così in genere mi adeguo a chi ho di fronte e do’ più spazio all’interlocutore. Di me e delle mie esperienze e della mia Vita non parlo forse più, o quasi mai. Sono chiusa in me stessa e sì, qui mi apro, parlo e lo spirito si alleggerisce un po’. Da quando mi sono ammalata psicologicamente, psichiatricamente ho conosciuto una profonda solitudine che mi ha segnato nell’anima mia. Non posso far finta di essere sempre allegra, no. I miei tanti anni di malattia e di solitudine mi hanno fatto soffrire così tanto da non poter immaginare. Il silenzio che c’era dentro di me prima della malattia è aumentato vorticosamente insieme ad una solitudine da mettere spavento. Sì da mettere spavento. Così ogni tanto divento triste e malinconica. E’ naturale. Diventa normale. E tutto ti sembra normale dopo quasi aver vissuto sulla propria pelle il dolore dell’alienazione, il dolore atroce della contenzione (essere legati mani e piedi per giorni e giorni) una tortura medioevale che ancora c’è. Insomma alla fine di tanto orrore che è la malattia mentale sì, ti senti sbagliato, così diverso dagli altri, è una vera sofferenza. Mah. Non volevo essere triste. Ma ogni tanto viene fuori il mio dolore, la mia ferita. Così ascolto le canzoni anche per alleggerire il mio tempo. Per rallegrare il mio spirito che vive spesso in solitudine. E quando vedo un raggio di sole, un’appiglio di felicità, io divento felicissima, ne approfitto subito, come una bambina in una pasticceria! M’entusiasmo e ritorno ad essere felice, contenta.

Io nasco come uno spirito libero. Come se non avessi catene nell’animo mio. E quanto amo la libertà! Il vento, l’aria, ragionare con la mia mente, sì, la libertà di pensare, di ragionare, di avere un proprio pensiero. La libertà è un dono sono fermamente convinta, è un dono che ti porti dietro dalla nascita, sì, il dono di non ragionare come gli altri, di non essere una pecora che segue il gregge, ma saper dire di no, di ribellarsi ai soprusi, di saperli soprattutto riconoscerli, che si vogliono sempre nascondere i soprusi, ed allora bisogna essere sempre vigili ed attenti chè la libertà ha bisogno di attenzione, tanta, la libertà deve essere sempre difesa, con tanta forza e coraggio. Non bisogna nascondersi secondo me in un eremo lontano dal mondo, ma combattere ognuno come può per difendere la libertà ed i diritti negati. Quanta ingiustizia e quanta violenza si respira. Non bisogna arrendersi. Ma essere presenti, ognuno come può, e non si può sempre tacere. La libertà urla, ha voce, scorre nelle vene e sì, non bisogna arrendersi, ma parlare, denunciare, e non essere egoisti. Il mondo ha bisogno di tutti. C’è chi è più forte e chi più debole. Bisogna sempre stare dalla parte del più debole. Non bisogna dimenticarselo mai. Gli oppressori sono tanti, e gli oppressi ancor di più. Non è questa un’istigazione alla ribellione, ma bisogna stare sempre all’erta. Quanto è difficile vivere.

Quanto è difficile volersi bene. Quanti muri tra di noi. E quante ancora ingiustizie ci tocca vedere quasi impotenti? Non lo so.

Ecco! Non bisogna lasciarsi prendere dall’avvilimento, questo no, e neppure da quella amarezza che tanto male fa al cuore. Guardiamo meno televisione che c’è tanta, troppa violenza che ci uccide giorno dopo giorno, pensiamo di più a quello che il cuore ti chiede, non facciamoci comprare da quattro lire. Ecco. Siamo così stanchi e soli, tanta solitudine, troppa, così sì, bisogna accettare il volere del Signore, ma il Signore ci ama, e ci ha creati, bisogna ogni tanto farlo contento. E non solo con azioni di carità, questo sì, ma anche con i nostri pensieri alla comunità, con un senso di nostra giustizia ed etica, un’etica oggi come ieri forse, più che mai dimenticata.

smilingdog

dedicata a tutti coloro che combattono contro i mulini a vento, che ancora sognano, ai cuori feriti, ai miei amici, a chi ha bisogno di una voce, a chi si sente troppo solo, ai disillusi, agli emarginati di ieri e di oggi. Difendiamoci!

 

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