Tra le nuvole

E’ una giornata piovosa. Piove tanto là fuori. Il Cielo è plumbeo, e c’è poca luce in casa. E’ tutto adombrato. Io mi sveglio molto assonnata ancora verso le 9 della mattina. Mi alzo pigra e non ho voglia di far niente. Se non di starmene qui a scrivere e parlare un po’ tra me e me. Sta piovendo tanto ed anche Timbuctu se ne sta rintanato in casa. La Città è già sveglia da un po’, molto prima di me, i suoi clacson ed i suoi rumori li sento, nonostante il maltempo tutto sembra continuare. Proseguire. Io sono assonnata anche adesso, anche se ho bevuto di gusto il mio caffè. Ma non demordo e continuo a scribacchiare tippettando con le mie due dita sopra la tastiera del pc. Le onde del mare sembrano essere più grandi e mosse. Ma il rumore del mare mi concilia con me stessa e con il silenzio che c’è qui in casa. Mi accendo una sigaretta, e mi metto a pensare, cosa difficile, chè ho ancora un gran sonno. Dormirei fino a mezzogiorno! Rilassata e serena sopra il cuscino. Il tempo aiuta ad avere questo desiderio di starsene nel letto a “ronfare” e riposarsi ancora un po’. Ed invece ormai sono qui. Sveglia, ed a letto non ci torno. Il sonno se ne è andato via. La giornata è tipicamente uggiosa. E’ sì, grigia, come una giornata invernale. Il giardino di fronte a me che amo tanto è bagnato di tanta acqua piovana. Ha piovuto davvero tanto. Sospiro. E penso che non scrivo abbastanza bene non da un solo anno, bensì da circa quattro anni. Infatti ho avuto una delle mie crisi chè cominciata dal 2015 ed ora, solo ora sto leggermente meglio. E’ stata durissimo per me questo lungo periodo. Già. E scrivo, ho scritto durante questi ultimi anni con molta difficoltà e poca scioltezza di parole. Ma ho insistito, insisto ancora, la scrittura è un’Arte ed è anche terapeutica. Così io alla fine non ho mai smesso di scrivere qui sul mio blog nonostante le mie tante difficoltà a vivere tutti questi anni che sono stati tanto difficili da vivere e da sopportare. Ora sono diciamolo in equilibrio, e le cose nel frattempo sono cambiate tantissimo, come del resto sono cresciuta anch’io. Sì, perché nonostante sia stata tanto male per tanti anni, ho avuto la possibilità e la maniera di crescere dentro di me. Di pensare, di riflettere. Così forse lo stile del mio scrivere è del tutto cambiato, meno allegro e leggero, avevo più amici di cui parlare, e forse avevo una vita un po’ più vivace. Ora ne è passato del tempo, e sto qui, in compagnia di me stessa, forse più seriosa, non saprei, le mie parole però arrivano dal cuore, che sembra proprio guarito. La reflessologia plantare che mi pratica mio padre mi ha aiutato tantissimo a rientrare in me stessa, a ritrovarmi, anche se ancora rido poco. Ho davvero poca voglia di ridere, ed anche di sorridere. Ed un po’ vado anche con il tempo, se c’è il sole sono molto più serena, ma anche con questo tempo così grigio ed autunnale questa mattina mi sento bene. Sì.

Sospiro. E continuo a scrivere su questo mio amato diario di bordo. Mi giro ora alla mia destra, verso la finestra che dà luce al soggiorno, e scruto il Cielo che oggi è tutto un manto bianco pieno di nuvole. Ma non è ancora freddo.

Dicevo, con la pratica della Reflessologia Plantare mi sto trovando benissimo. Il mio sistema nervoso ed il mio cervello mio padre bravissimo reflessologo li ha messi in equilibrio senza neanche una medicina.

Sospiro. Soffro di ansia da quando, e lo ricordo benissimo, da quando avevo venti anni. L’ansia mi soffocava, non mi faceva vivere né respirare. Uh! che brutti ricordi. Vanna! Tira fuori da dentro di te ricordi che illuminino la tua giornata! Già! Non è così semplice per me. Questa mattina. Di ansia ci soffro ancora ogni tanto. E di paure anche. Dalla claustrofobia al buio. Ne ho un repertorio enorme di paure che ho dentro di me. Di schok che ho vissuto sin dalla prima infanzia. Veri e propri shok. Sono una persona schokata! Questa è la mia verità, shock che ho vissuto sulla mia pelle, ma che ora mi hanno rafforzato, secondo ne, perché mi sono rafforzata io. Ieri per esempio, e qui verrà da ridere o da sorridere, ero a fare ionoforesi al ginocchio, chiusa in una stanza, ad un certo punto m’è venuta all’improvviso il pensiero macabro che si fossero dimenticati tutti di me e che sarei rimasta chiusa nella palestra per tutta la notte intera. Dimenticata. Eccolo l’attacco di panico subito arrivato. Ero lì con i tubi attaccati al ginocchio ed io non sapevo che fare. L’attacco, anche se piccolo, di ansia mi è venuto subito. Solo quando i fisioterapisti mi sono venuti a liberare dai tubicini nel ginocchio, ho respirato di nuovo. Piccolo attacco di panico. E grande immaginazione. La paura. Ora mi viene quasi da sorriderci su, ma ieri ho avuto davvero paura di essere dimenticata lì, in palestra tutta sola per tutta la notte intera.

Respiro ossigeno. E sospiro. Sono una paurosa nata. E forse le paure si tramandano. Forse sono nel Dna. Chi lo sa per davvero? Comunque ho avuto un’ansia ieri pomeriggio..

Poi tornata a casa ho smangiucchiato qualcosa, ho iniziato la mia dieta a base di mascarpone! Formaggio dolce grassissimo! (ne avevo una gran voglia del suo sapore!), ho mangiato di gusto il frutto mio preferito da sempre, il caco!, ne ho mangiati ben tre consecutivamente, ed ho pensato che mi potesse bastare come cena. Ed invece verso le 22.30 mi sono svegliata come un “grillo” per la fame che avevo! Insomma oggi mi sono descritta un po’ di più. Maggiormente. E se solo ci ripenso mi viene proprio da ridere ora.

Eppure forse mi so gestire. Anche se far vivere da sola una persona come me è quasi incoscienza direi, perché a volte mi sento impreparata ancora ad affrontare la vita, come se fossi ancora molto giovane. Quasi una bambina che cerca di cavarsela nel mondo camminando per la strada da sola.

Sono sempre stata una “casinista” nel vestire, nel mangiare, nel mio vivere quotidiano. Me lo dicono sempre tutti quello che mi conoscono. E forse hanno proprio ragione. E me lo dicono con affetto. Ho fatto sempre tutto di testa mia. Sbagliando a volte ed a volte forse agendo bene, questo non lo so. Ma non sono di quelle persone così contente di quelle sono oggi come oggi. No. Le mie esperienze mi hanno cambiato così tanto che rimpiango tantissimo i primi periodi della mia vita, quando ero davvero innocente ed anche ingenua. Quando sorridevo spontaneamente ed i brutti pensieri ancora non li avevo. Mah!

La crescita personale fa forse male un po’ a tutti. Crescere fa male. Scoprire cose della Vita che non ti piacciono fa male. Diventare adulti è cosa difficilissima ed ardua. Ed io forse ero più adulta da bambina. Ma non voglio essere amara. Alla mia età si cresce più lentamente, credo. Io ho pochi sogni da realizzare. I sogni diurni non ce li ho. Ne ho pochissimi. Sono molto povera in questo. Tanto da non ricordamene nemmeno uno. Forse guarirmi. Ma io non ci metto tanto sforzo. Con l’età sono divenuta molto più pigra.

Ho però sempre ancora voglia appena sveglia di ascoltare un po’ di musica.. quello sì.. sognare volando sopra le note di una bella canzone, se questo significa sognare ad occhi aperti, beh, ecco un sogno bello ce l’ho anch’io, ascoltare la mia musica, che esce dal cuore che parla tramite le sue note.. e così volo anch’io.. quasi sopra una bella nuvola, la mia.. La musica mi fa sognare ancora.. forse non ho ancora perso la voglia di vivere.. e neppure di combattere.. e neppure di amare.. vivo.. e forse vivo sognando anch’io..

Tra le nuvole..

smilingdog

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