Bisogna esserci sempre..

Mi sveglio verso le 8 del mattino dopo un sonno lungo e che mi ha fatto riposare bene. Sono un po’ ansiosa, già da ieri pomeriggio. Forse il forte vento che c’è fuori dalle finestre si sente anche da qui, ed odo le onde del mare che giungono a riva stanche.. stanche forse un po’ come me questa mattina. Fumo penso.. e scrivo.. Timbuctu se ne sta appollaiato sopra il frigorifero come ogni mattina. Gli piace moltissimo starsene così appena sveglio, dopo aver mangiato la sua porzione di pesce buono. Il Cielo è bianco di nuvole, il sole si sta nascondendo. I miei fiori, penso, hanno bisogno di acqua. E così questa mattina ho come l’impressoione di non sapere fare quasi più nulla. Le medicine, la mia età mi hanno tanto impigrito. E così non mi piaccio affatto oggi. E forse sono anche sotto tono a livello di umore. Mah.. Il caffè l’ ho bevuto con piacere però. Seguito da una sigaretta. Del resto se ci penso bene, sono ormai tanti anni che conduco una vita chè assomiglia sempre di più a se stessa. Ed a volte sono, divento, stanca di me. Dei miei pensieri che s’inseguono, delle mie ostinazioni, della qualità della mia vita. Ripescando spessissime volte dal mio passato. Così ieri sera ho preso un tranquillante, altrimenti ero molto nervosa. Fare i conti con se stessi e con certe tipiologie di patologie e conviverci è difficilissimo. E’ quasi un impresa. E a volte ci cado di nuovo nelle mie ossessioni, nelle mie paure, nel mio tunnel fatto di buio. Ieri ho sofferto moltissimo. Oggi mi sento lievemente meglio. Le ore di sonno mi hanno un po’ alleggerito. Così mi faccio ancora prendere dalle paure. Come da bambina, che avevo paura del buio. Così mi chiedo tante volte che senso ha tutto questo. E non mi so rispondere. Non ho una risposta nè scientifica, nè niente altro. Nessuno mi sa dare una risposta, nè tanto meno placare le mie ansie e paure. Avrei bisogno di costanti rassicurazioni e non so neppur io se basterebbero. Ma meglio che cambio argomento. Ieri è ieri. Oggi respiro un po’ affannata ancora, ma è giorno. Mi accendo una sigaretta. Le malattie nervose sono un “cataclisma” per le persone che ci soffrono e per le loro famiglia, per chi ci sta vicino. Si soffre tantissimo. Così ieri mi sono aiutata con un tranquillante per potermi addormentare. E mi sono addormentata quasi subito. Siamo molto deboli, fragili, ci si può rompere con un nonnulla. Oppure, anche meglio, ci siamo spezzati dopo che i nostri nervi sono stati messi a dura prova per tanto tempo. A me è accaduto così. Sono “esplosa” dopo che il mio sistema nervoso era già molto infragilito. Da tanto tempo. Ed in più in genere soffriamo di una grandissima solitudine che aumenta il nostro dolore. Stiamo ore ed ore a pensare continuamente chè la mente non si ferma. Soli con noi stessi. Non è un bel sentire, non è una vita bella. No. E così a volte mi scopro a non volermi neppure più così tanto bene. E mi stanco con una grandissima facilità. A volte ho la sensazione che i miei giorni siano tutti uguali. Insomma.. non è facile affatto vivere.. Così tante domande affiorano la mente. Senza grandi risposte, se non un affanno che aumenta nel tempo. Paure, fobie, panico. Poi, mi appoggio sul corpicino caldo del mio gattino che mi vuole tanto bene. Mi addormento così. Eh sì. Sono molto fragile. Ed a volte mi sento sconfitta completamente. Stremata è la parola giusta. Il Cielo che si piega sul mio corpo stanchissimo. Così a quel punto non mi voglio più bene. Ed il buio è intorno a me.

Forse sbaglio completamente sbaglio a scrivere di queste cose così mie. Forse spaventano chiunque. Giustamente la “malattia mentale” spaventa così tanto. E spesse volte anzi spessissime volte veniamo anche allontanati. Forse siamo gli “ultimi”, senza denaro, ed a volte senza il lume nè della ragione nè della speranza. Stanchi camminiamo per la via. Non è facile per niente. Ci sono bravi medici ancora che s’impegnano a curarci. A prendersi cura di noi. Un giorno chissà scopriranno qualcosa che possa guarirci! Una flebile speranza che ho ancora.

Le forze ne ho meno oggi. Il Cielo anch’esso è scuro.

Mia madre soffriva della mia stessa malattia. Ma lei ricordo benissimo la portava dentro di sè con tanta dignità. Non l’ho mai sentita lamentarsi. Non ci ha mai reso partecipi delle sue paure. Delle sue grandissime fragilità. E la ricordo con tanto più amore, ora. Ha sofferto tanto in silenzio. Io mi lamento molto di più. Mia madre non parlava mai delle sue crisi nervose. Delle sue fobie, delle sue paure. Delle sue angoscie. Non ne parlava mai. Una donna molto coraggiosa. Sì. E con tanto amore nei nostri confronti. Se fosse stata viva forse non mi sarei ammalata. Chissà.

Mia madre cambiando un po’ argomento, mi chiamava ironicamente e simpaticamente “Tragico Oriente!” ogni volta che da ragazza parlavo con i miei giovani genitori mentre eravamo a tavola, e dicevo la “mia”. E così anche mio padre ha cominciato a chiamarmi così. Ero già “famosa” in casa per il mio pessimismo “cosmico”. Vedevo sempre il lato più tristre di ogni cosa. Sono e resto pessimista. Ma, per quanto riguarda la mia malattia ancora spero nel Miracolo! Nella mia guarigione! Oh! sarebbe fantastico! Riavere di nuovo una vita mia! La mia Vita riprenderebbe il suo corso naturale. I miei pensieri più lucidi ed anche più serenità nel cuore. E più gioia!

Quando sono in Reparto però forse dò il mio meglio. Divento quasi subito (se non sto malissimo) divento quasi subito allegra! Divertente e gioiosa. Gioco. E faccio ridere i miei amici di “sventura”. Forse sono più me stessa in quei momenti che quando sto qui. In casa. Fuori da quelle brutte mura chiuse. Ho bisogno di tanta libertà di espressione e di movimento. Di azione e di sentirmi proprio me stessa, senza sentire un giogo che mi pesa sul petto e sulle mie spalle. Avrei bisogno di una dose di coraggio che forse non ho di essere me stessa, non ipocrita! Ma la volontà ed il coraggio (perchè ci vuole coraggio!) ad essere me stessa. Ad esprimere i miei dissensi. Dare valore e voce a miei pensieri. Senza troppi timori. La Vita forse ci chiede di essere sempre coraggiosi, di affrontare tutto con passione e verità. Riprendersi da soli la propria vita. Riscattarsi insomma, senza aspettare il là da parte di nessuno. Sì, tutti abbiamo bisogno di essere rincuorati, rassicurati, ma anche noi dobbiamo agire. Cercare di vivere la vita con onestà intellettuale, senza forzarsi contronatura, e senza sentirsi sempre sbagliati. Reagire. Svegliarsi da quel torpore che si vive, agire, arrabbiarsi se si vede un’ingiustizia. Vivere e fare in modo che ogni giorno sia vissuto. Difendere gli oppressi. Stare dalla parte giusta. Prendere posizione. Agire, parlare, non offendere, ma difendere, vivere chè poi la coscienza è più leggera, si vive meglio, e la malattia forse si sconfigge anche così, prendendo le redini in mano della propria vita. Dare parola alla propria persona, non lasciarsi annullare dalle terribili paure conscie ed inconscie. Ribellarsi a quello che ci è stato detto, ed ascoltare la propria voce interiore ed agire ogni giorno. Ogni giorno è buono per comportarsi bene. E’ del tutto inutile, vano, una perdita di tempo, rivangare il passato, oggi! bisogna vivere, essere attenti, vigili, ed amare. Essere più vivi. Svegli appunto. Non lasciarsi prendere dal tedio e dalla pigrizia sia fisica che mentale. Miglioriamoci, e miglioreremo un po’ di questo mondo che è tutto da migliorare. Partecipare. Anche con i nostri limiti. E questo è Vivere! Non arrendersi mai. Ogni giorno è un giorno nuovo. La tristezza non aiuta a vivere. Bisogna debellare la malinconia, la tristezza, ed essere pronti e presenti.

Forse ci sono stati dati giorni da vivere per migliorare questo mondo e noi stessi. Così ha un senso la Vita. Riscoprire se stessi, le proprie qualità e la volontà di migliorare. Di aiutare. Se stessi e gli altri.

Oggi con le mie parole scritte qui, ho riscoperto dentro di me la mia grinta a non voler perdere. A non essere “falsa”, ma autentica. Ho ritrovato in parte la mia forza e la mia voglia di vivere e di esserci anche oggi. La mia tristezza è fuggita via lontanissimo da me ora.. ed io anche oggi.. ci sono.

smilingdog

 

 

 

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