“Oggi sono io

“Sono un’Artista e questo mi basta.. canto La mia Libertà scritta e cantata da Franco Califano mentre qua c’è tutto silenzio intorno a me. Tranne qualche miagolìo di Timbuctu che si è svegliato prestissimo insieme a me. E’ mattino presto, quasi notte ancora. Sono le 04.39. Il Cielo è ancora tutto scuro. Un treno merci sta transitando proprio ora ed il mare è silenziosissimo. La Luna è tanto tempo che non la vedo. Sospiro. Una sigaretta accesa appoggiata al suo posacenere color dell’argento alla mia destra sul mio piccolo scrittoio bianco, una lampada piccola accesa sopra le lettere del computer, gli occhialini infilati ed eccomi qui, sulla mia postazione a scrivere, dettar parole sul foglio intatto e bianco. Il mio cuore questa mattina presto è piuttosto canterino quasi come un usignolo appena sveglio.. canta! Scrivo poi me ne pento, poi ci ripenso, non sono più sicura quasi di niente nella mia vita. Ed anche qui sono molto confusa nelle mie idee. E’ un periodo così così. Un tempo ormai lontano ricordo avevo molti meno dubbi ed ero più sicura di quello che pensavo e che facevo. Penso sia la mia patologia che tregue me ne dà poche. Mah.. penso ad altro ora.. chè è meglio. Io qui scrivo anche e soprattutto per distrarmi. Per passare un poco di tempo senza che i pensieri mi attanaglino, le paure non mi offuschino la mente. Per riposarla la mente scrivo qui. Ormai. Un tempo scrivevo meglio ma anche questo ormai l’ho detto e scritto mille volte. Non mi voglio nè posso amareggiare di primo mattino. Un’auto sta passando ora sotto casa. E le onde scivolano sulla battigia lentamente. E’ tutto calmo qui intorno a me. La Città sembra dormire tutta. Trascorro molto del mio tempo da sola. O meglio con il mio amato gattino tutto nero e bello. Mi ci sono ormai abituata, anche se quando sono in buona compagnia sto bene. Ma le ore di solitudine quasi sono tantissime. Le giornate a volte non passano mai. E questo accade da tanto tanto tempo chè a volte mi sento in “punizione”. Ma sono state anche le scelte della mia vita a renderla così. Me ne prendo la responsabilità. C’è una parte di me che ama starsene ormai per conto suo. E questo anche quando ero molto giovane. Ora la giovinezza se n’è fuggita via senza far alcun rumore e senza avvisare nessuno se ne è andata via lasciandomi qui in compagnia di me stessa e dei miei “acciacchetti”. Ma c’è una parte di questa mia nuova età alla quale non sono certo ancora abituata che mi piace. Non tantissimo ma c’è una parte che assomiglia alla poesia. Ai ricordi belli, alla nostalgia. Così in parte non ne ho così tanta paura dell’età che avanza. Staremo a vedere. Giorno dopo giorno. Sospiro e sorrido anche lievemente. Respiro anche piano per non svegliare questo bel silenzio che c’è. Mi viene ora in mente Luca Carboni con le sue belle canzoni chè tanto mi ha fatto compagnia lungo il tragitto della mia vita. Sin da quando ero molto giovane ed ascoltavo già le sue splendide canzoni.

Poi ripenso anche a Fratello Sioux la cui mancanza sento tantissimo. Insomma questa mattina oscillo tra la malinconia e la nascita di un nuovo giorno del quale ormai non sento più la nostalgia.. E poi penso ad Antonello Venditti con la sua “Settembre” canzone d’Amore semplicemente meravigliosa.. oh! quante volte l’ho ascoltata.. Sì, la mia mente è sempre stata in connubio con la musica e le canzoni. Per fortuna! Se avessi speso il mio tempo soltanto ad ascoltare musica avrei molti meno rimpianti ed anche meno rimorsi. Sarei forse molto più serena. Perchè tendo a rivisitare quasi sempre il mio vissuto, le mie azioni, ed essendo stata una persona molto impulsiva ricordo mi arrabbiavo spessissimo. Ora un po’ meno. Molto meno.

La mia patologia che credo quasi di esserci nata mi ha calmata ma ho vissuto molto meno. Così un po’ di malinconia ce l’ho anche questa mattina.. sospiro e mi dico che non ci posso far niente. I medicinali mi spossano ma non posso non prenderli. Sono debole e quasi ancora non lo voglio accettare. Come riesco ad amare poco. Troppo poco per quello che conosco dell’Amore. Il mio cuore quasi si è pietrificato nel tempo. I troppi ricoveri, la malattia, le delusioni, e la durezza della Vita hanno in grandissima parte cementificato il mio cuore che è nato, che nasce invece entusiasta alla Vita! Ora è così stanco che si limita ad accarezzare dolcemente il suo gattino che ama invece tantissimo. Mi sarebbe tanto piaciuto avere un cuore con miele dentro ma non è così. La mia dolcezza forse non l’ho avuta mai. Non ne ho avuto nemmeno il tempo di essere dolce. Carina. Amorevole. Una vita difficilissima. Ed il mio cuore forse si è indurito nel tempo. E così scopro di aver perduto una mia scommessa con me stessa. Di arrivare alla mia età con un cuore buono ed amorevole, dolce. Ed invece è divenuto, mi sembra a me, durissimo. Con poco amore dentro. Ho amore per ciò che amo. Quello sì. Ma per il resto sono debolissima. Quasi assente. Ed assente lo ero anche da bambina molto piccola. Ero già allora assente al mondo. E vivevo in un mondo insonorizzato tutto mio sempre in mia compagnia. Ma c’era come oggi c’è la musica che un po’ mi scioglie il sangue e che mi fa divertire ancora. Non l’ascolto tutti i giorni ma quasi. Accendo una sigaretta ed una profonda tristezza, la mia, s’impossessa di me, eccola qui. Presente anche questa mattina. E’ un fiume senza corrente che scivola dal profondo del mio cuore che soffre. E scopro che il mio cuore non è cemento armato ma solo un cuore che soffre. La mia tristezza la conosco bene. Ed ha i suoi rumori.. il suo colore.. e sto qui ad ascoltarla.. è quasi la mia compagna di vita. La mia è una tristezza nascosta bene. E non so se dagli occhi si evinca. Si veda. Se si vede la mia antichissima tristezza dai colori di un fiume che scorre lungo tutta me stessa partendo dal cuore..

Sbuffo insofferente a questa sensazione che non amo ma che m’appartiene. Mi sento di un altro pianeta. E la malattia poi non mi aiuta a vincerla. E poi forse la tristezza è invincibile per me. E credo sia trasparente. Che nessuno la possa vedere. O percepire.

Ricordo ho avuto anche momenti belli di grande felicità, oh sì!

Ma la tristezza è molta di più..

Ora inserisco la canzone di Antonello Venditti “Settembre” che mi fa vivere ricordi bellissimi. Ne ho bisogno.

smilingdog

 

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