Ai miei cari amici di Reparto

“Un cockatail d’amore con chi.. canto la sensuale canzone scritta da Cristiano Malgioglio e cantata prima da Stefania Rotolo e poi da Amanda Lear. Canto questa canzone in allegria respirando un’arietta fresca che gira libera per tutta la casa. La terrazzina è già aperta. Il mio gattino miagola e gironzola qua e là tra il suo terrazzino e tutta la casa, anche qui vicino a me, in cerca evidentemente di attenzioni mattutine. Io ho sorseggiato il mio caffè che ancora ero un po’ assonnata. Ho dormito tanto e profondamente. I sogni sono stati particolari. La giornata anche oggi è bella, primaverile, si sta bene. Il Cielo alla mia destra lo vedo ed è azzurro limpido. I miei fiorellini questa mattina li ho annaffiati e mi piace molto questo mio gesto. Mi fa sentire importante ed anche viva a contatto con loro. Sento il loro amore nei miei riguardi. Accendo ora una sigaretta.. il mare con le sue onde è silenzioso.. come è silenzioso tutto quello che mi circonda. E’ del resto Domenica mattina. Tutti sono a riposo, tranne un leggero venticello che sembra sfiorare i delicatissimi petali dei miei fiori. Fumo e m’inoltro dentro di me. Penso un po’. Sono abbastanza rilassata. Anche se a volte anzi spesso mi sento così fragile da sentirmi in balìa degli eventi. E sì, mi sono indebolita tantissimo. Sia fisicamente che psicologicamente. Le paure che hanno attanagliato la mia psiche mi hanno logorato il sistema nervoso. Così sto sempre più in casa. Ed ho l’impressione così di potermi difendere. Come se non riuscissi più a difendermi. E “cieca” cammino per il mondo. Non so cosa io abbia così sbagliato. Forse è la patologia che ho che mi ha reso così fragile e debole. Probabilmente è lei la causa. Così ho bisogno di un po’ di tutto. Soprattutto di aiuto. Che da sola riesco a fare ben poco. Non è una sensazione che dà gioia questa. Piuttosto ti rende ancor più debole. Sospiro e qui, almeno qui cerco di andare avanti. Di poter essere di buon umore. Facendo quasi finta di non aver nulla. A volte accetto di malgrado la mia malattia. E poi è così subdola che anche gli altri fanno fatica a vederla. Eppure sono già 26 anni che ci combatto. Sospiro.. meglio cambiar argomento. Sono questa mattina abbastanza pensierosa. Oggi non andrò dalla mia famiglia a mangiare tutti insieme. Oggi mi riposerò.

E vorrei migliorarmi l’umore. Magari tramite i bei colori che ho intorno a me, sia della bella Natura che degli oggetti curiosi che mi circondando. E già sorrido. Le onde si fanno sentire ora sbattendo fragorose sugli scogli.

Eh già.. i miei bei ricordi di belle domeniche d’infanzia. Carne sottile e croccante fritta, il bel purè di mia madre e le sue fumanti lasagne.. che meravigliose domeniche di festa! Tutti insieme e sorridenti. Io ancora andavo alla Santa Messa tutte le domeniche. Vestivo bene. Ed ero emozionata quando varcavo la soglia della Chiesa. Ero concentratissima. E sapevo di venire “ascoltata”. Mi piaceva come ero. Ero una ragazzina brava. Che poi mangiavo di gusto quello che preparava mia mamma. La mia vita è ora totalmente cambiata ed anche la sua “qualità”. Ma non voglio cadere nella tentazione di fare bilanci, perchè perderei subito e cadrei in un doloroso sentire. Certo anche io ho bisogno di autostima, ma questo mio periodo di vita ne sono carentissima. Poi gli insegnamenti della scuola così individualisti cozzano con gli insegnamenti cristiano-cattolici e creano discrepanze nella mente umana. Creano vere e proprie fratture nella mente. Io oggi come oggi preferisco seguire il mio Credo religioso. Combatto l’individualismo nel quale sono caduta anche io. E’ difficile tornare indietro e far finta che nulla è accaduto in tutti questi anni senza un Dio da amare. Un Dio dimenticato e mi sono perduta per le strade del mondo. Di un mondo cieco e cattivo. Egoista. Non so se è tardi, ma come “la pecorella smarrita” cerco anche io un piccolo riscatto, il Perdono, per poter andare avanti più fiduciosa, ed anche più felice!

Oggi mi sento un po’ “amara” dentro di me. L’indifferenza uccide. Ricevo poche parole d’Amore. Poche parole affettuose che colpiscano il mio cuore. Forse perchè vivo troppe ore in solitudine, ma forse mi piace anche tutto questo tempo per me.

La gioia di vivere chissà forse ad una certa età se ne va.. chissà dove.. nei ricordi lontani forse.. negli antichi giochi da bambina, nei miei segreti desideri che avevo a manine giunte chiedendo un nuovo gioco.. chissà.. giocando con mia sorellina più piccola le domeniche mattina mentre mia madre e mia zia preparavano cibi succulenti.. chi lo sa.. Ho quasi dimenticato la mia vita.. tutta intera intendo. E quasi non vedo più a colori. Ma in bianco e nero. Ed una leggera nebbia nella mia mente così provata.

L’età ce l’ho. E non ho voglia di tornare ad essere bambina. Oppure sì? Tornare a giocare, ad avere un’intera vita davanti a sè. Sentire addosso di essere amati tanto. Ed anche protetti. La mia vita da adulta non mi è piaciuta tanto. Del resto mi sono ammalata che avevo 30 anni nel pieno delle mie forze, proprio quando la vita comincia. E crisi dopo crisi eccomi qui più indebolita che mai. Una vita vana? Una vita inutile? Mah.. Oggi non devo fare bilanci. Sono molto delusa dalla mia vita. Mi sarebbe piaciuto avere una vita diciamo normale. Sposarmi anche io, avere figli anche io, essere sana! Ma questi sono e restano sogni. Mi reputo un po’ sfortunata. Ma chissa il Signore si mi prenderà anche così? così a metà? Perchè è a metà che mi sento. Spezzata in due mi sento. E mi chiedo il motivo di tanto dolore. Certo in Reparto ho fatto tante bellissime ed intense amicizie. Trascorso momenti anche belli. A berci il caffè insieme alle nostre parole ed alle nostre sigarette.

Momenti in cui regalavo ad ogni paziente un bel cioccolatino al latte! Ad ognuno di loro! Ricordo mi è sempre piaciuto far festa, ed ogni volta che mi vedono lì dentro con loro, i miei cari amici mi chiedono subito “Stasera facciamo festa eh?” ed io allora faccio portare Coca-Cola, Aranciata, pop-corn, patatine fritte e cioccolatini buoni. E’ subito festa. Ecco. Mi piace portare loro allegria. E la sera si festeggia allegri. Ci si conosce da quasi 30 anni! E ci vogliamo un mondo di bene.

E’ un mondo nascosto. Dove nessuno vuole entrare e dove nessuno diciamolo entra. Poche sono le persone che hanno il coraggio di venirci a trovare. Noi viviamo in un mondo tutto nostro. Ci capiamo tra noi e c’è un nesso logicissimo mentre interloquiamo ta di noi. Là dentro ho conosciuto persone sensibilissime ed anche molto intelligenti. E poi sì, torniamo tutti bambini. A volte sento la mancanza dei miei amici e di certi momenti vissuti là dentro. Ci vogliamo tanto bene tra di noi ed a volte ci innamoriamo tra di noi, di un amore dolcissimo. Non solo dolore quindi la mia malattia. Ma anche momenti che io ricordo molto volentieri. E’ diciamolo una seconda vita. E’ come se io avessi due vite. Una qui, insieme alle mie riflessioni, alle mie lunghe ore vissute in solitudine, caffè e sigarette in libertà, ed un altra con i miei veri Amici. Perchè così si tratta. Di vere amicizie. Peccato che non ci si frequenti fuori da quelle mura. Noi ci conosciamo bene, la nostra in Reparto è una specie di convivenza. Una convivenza pacifica.

Così a volte sento la nostalgia di certe giornate trascorse lì dentro. E non è un’assurdità. Con i miei amici e con i medici mi sento spontanea, ed anche spessissimo di buon umore. Ritorno ad essere allegra. A ridere soprattutto. Ad essere spontanea. La mia fantasia prende il largo mentre la mia logica ancora c’è.

Certo ci sono ricoveri da dimenticare. E dimenticarli diventa difficilissimo dal dolore che si è provato. Ma ce ne sono altri durante i quali sono stata bene.

Sento il calore umano dei miei amici con i quali condividiamo la stessa sorte. Di ultimi. Ma in quei momenti ce ne dimentichiamo completamente.

Il mondo esterno però è durissimo da affrontare. Difficilissimo. Arduo direi.

Sento freddo fuori. Il mondo è freddo ed indifferente.

E forse è proprio il mondo ad aver “ucciso” la mia parte razionale. La mia mente. Le sue difficoltà enormi da gestire. Insomma sono scoppiata ed oggi ancora sono qui a parlarne.

Così questo post lo dedico ai miei amici ed amiche di Reparto.

Un Reparto difficile. Duro. Dove ancora c’è tanto da fare. Da sensibilizzare. Non è certo una passeggiata.

Poi esco, vado al bar, prendo da mangiare con Hermano che tutti i giorni mi viene a trovare, esco, respiro l’aria buona, tutti mi salutano con tanta gentilezza, perchè mi conoscono da tanto tempo, ed io sorrido leggera..

smilingdog

 

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