Senza titolo

Il silenzio mi circonda, non odo nemmeno il canto degli uccellini.. solo l’ondeggiare del mare ed un filo di vento fuori dalle finestre. Sono riposata e rilassata. La giornata è splendida. Nuvole grandi e bianche come la neve fresce in mezzo ad un Cielo terso ed azzurro. Una bella giornata di Primavera. Profumata e fresca di fiorellini e di erba. Fumo una sigaretta seduta fuori nel mio amato terrazzino, respiro ossigeno, osservo le nuvole ed il Cielo, respiro e mi rilasso, c’è anche un raggio di sole che mi sta scaldando. Il mio gattino fa avanti ed indietro tra la cucina ed il terrazzino. Mi rilasso, fumo la mia sigaretta ed intanto mi sveglio un po’ di più. Sospiro. Ho bisogno di tanto amore allora penso, ne darò di Amore tutta la quantità di cui sento l’esigenza. Un’esigenza vitale. Mi sento a corto di Amore e sento tanto freddo dentro di me. Avrei bisogno di un forte abbraccio sincero. Ed allora comincerò io per prima ad abbracciare con tutto l’amore di cui sono affamata io stessa. La medesima quantità. Ed è tanto. Tanto Amore da dare. Sono evidentemente un’anafettiva. Piena di doveri, di principi freddi, di un’educazione rigida, ma l’Amore è un’altra cosa. E’ essere amati per quello che si è. Ed io ne sento la mancanza. E’ un’esigenza vitale, ne va della qualità della vita, e poi si va in depressione, tanto freddo dentro di sé ed un bisogno costante di essere migliori. Non ci si accetta mai se si è con poco amore. Io di amore ne ho ricevuto un po’ poco se penso alle mie esigenze. Ed il mio cuore si è chiuso in se stesso molto presto nella mia vita. Mi sono chiusa e di rado ho ricevuto attestazioni di affetto e di amore per me. Per come sono io. Dovevo sempre dimostrare qualcosa di più. Qualcosa anche di più grande di me. A tal punto che anch’io ho iniziato a volermi meno bene. Ed a chiedere a me stessa tanto di più rispetto a quello che potevo dare. Così io mi sono ammalata. Ammalata di tristezza. Chiusa in un angolo quasi invisibile. Non vista.

Ed allora oggi ho deciso di dare tutto l’amore di cui ho bisogno al mio prossimo, anche al mio gattino. Ed è un mare di amore arretrato che devo dare, ne sento il bisogno e chissà che non me ne torni indietro un po’ anche per me.. Così con il tempo e con poco amore ricevuto sono divenuta più cerebrale, più logica e matematica, ed anche più fredda. Ma tanto tanto insicura.. così tanto da averne paura. Ho bisogno di amore, di essere amata, capita, così come sono. Ed allora inizio io ad amare ed accettare le persone per come sono, senza interferenze mentali, senza pregiudizi, comincio io ad amare. Che dentro di me l’amore c’è.

Forse è un “do ut des” ma forse posso almeno avere di me stessa una più bella stima. Amare..

La Vita senza Amare ed essere amati non ha significato. Perde di valore ed i giorni sono tutti uguali a se stessi. Già ci sono le medicine che assumo che mi rendono più fredda, il mio cuore si emoziona di meno, per tutelarmi dalle emozioni troppo forti, i famosi stabilizzatori dell’umore. Ma il mio cuore ora che si rende conto di quanto poco è stato amato e quanto ha sofferto così muto ed invisibile ha deciso di amare, di amare molto molto di più.

Di dare un senso alla mia vita. Altrimenti sterile. Di non guardare più al passato, ai miei dolori e sconfitte ed errori, ma partire da zero, ricominciare. Ed amare. Amare tanto. Fare in modo di dare senza pretendere nulla in cambio ma dare tutto quell’amore che tanto ho desiderato in tutta la mia vita.

E’ un esercizio del cuore. Altrimenti assopito. Oggi ho iniziato con il mio gattino, per esempio, cullandomelo tutto ed amandomelo come sono capace di fare. Lui ha apprezzato tanto ed io mi sono sentita più umana.

Ho sentito più calore dentro di me.

Mia mamma era una donna molto giovane, ma molto severa. Con me lo è stata moltissimo. Un po’ dura. Forse non è stata colpa dei miei genitori se io sono divenuta una persona anafettiva, resta il fatto che lo sono. Bisognosa di tante attenzioni, di affetto, di cure, di tenerezze che non ho mai ricevuto. Quasi mai. Ho pagato a caro prezzo ogni mio anche piccolo errore. Ma non voglio lamentarmi. Oggi sono molto propositiva. La meditazione di questa mattina mi ha aperto gli occhi. E forse sono ancora in tempo per migliorare la qualità della mia Vita e poterle dare un senso che sia un senso. Devo riimparare ad amare. E per una persona anafettiva è difficile. Partecipare, sorridere, vivere! Perché amare è vivere. Altrimenti non è una bella e degna vita. Io ci provo. A smuovere questo cuore ormai “impietrito” sia dalle paure che dalle delusioni. Un cuore che ha smesso di amare da tanto tempo. Amare come si deve amare. Una corsa, un cammino nuovo. Un esercizio affettivo di cui il mio cuore e la mia Anima assetata hanno bisogno. Smuovermi. Dare un’accellerata, una ventata nuova alla scintilla del mio cuore che altrimenti è quasi spenta. E così significa essere già morti prima del tempo. Ed anche perdere la gioia di vivere.

C’è da dire che però non ho più tante energie. Mi sono spenta molto presto nella mia vita. La tristezza profonda mi è venuta a trovare prestissimo nella mia vita. Tante sono le prove che ho dovuto superare. Ed alla fine eccomi qui. A ricominciare di nuovo. La malattia che ho mi ha stremato nel tempo. Mi ha sfinito nel corpo e nella mente. Ho molta difficoltà a ritrovarmi. A riconoscermi. A volte metto in discussione la mia intelligenza. Ed ho poche forze ancora per andare avanti.

Questo che sto vivendo è un periodo di riposo. Mi sto riposando tantissimo. Come se fossi tornata da una guerra. E non so se ho vinto oppure perduto. Certo è che mi sento tanto stanca.

Circa ogni tre anni ciclicamente ho una crisi delle mie. Forti. Vengo ricoverata in un posto bruttissimo. A volte ci sto molto tempo. E’ normale dopo tanti anni sentirsi così stanchi. Ed oppressi.

Per fortuna ho Hermano che c’è nella mia vita e non mi ha lasciato da sola nelle mie intemperie. Altrimenti penso che sarei in balia di me stessa senza aiuti di nessun genere. Per fortuna. Lui non mi ha mai abbandonato. Nemmeno un solo giorno.

E, soprattutto, ha la capacità santa e umana e bellissima di non farmi mai sentire diversa, malata. Ma mi ricorda che sono sempre la stessa e questo mi fa tanto piacere. Non è bello sentirsi dire di essere malati. Soprattutto malati di mente. Hermano mi ricorda sempre che sono una brava persona, che sono intelligente, che non sono cambiata da prima. Così mi consola sempre. Portandomi anche tutti i giorni cose buone da mangiare. Sì. Gli voglio molto bene. Gli sono molto grata per tutta la vita.

E’ bellissimo sentirsi “normali” come mi fa sentire Hermano. Ed anche altre mie care amiche. Sì. Per essere onesti. Ma la mia malattia mi ha tolto tantissima parte di me e soprattutto mi ha tolto l’autonomia alla quale tenevo tanto.

Non sono autonoma. Hermano mi aiuta in tutto. Ci sono ormai abituata e quasi non ci soffro più.

E così anche oggi ho scritto il post. Di getto. Spontaneamente. Sincera.

Non ho voglia di ascoltare musica. Me ne andrò di nuovo nel mio terrazzino e mi godrò un po’ di questo bel mattino di sole.

Un po’ di aria fresca, una sigaretta accesa.. il profumo dei fiori.. il mio gattino amato che mi coccola e gironzola per la casa.. ecco la mia vita, semplice.. semplice..

Di forze ne ho poche.. ma anche oggi lo vivrò.. in semplicità ed all’insegna del riposo che ne sento tanto il bisogno.. magari una telefonata ad una mia amica.. ecco.. il giorno ha inizio..

smilingdog

 

 

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