Senza titolo

“E la luna bussò.. alle porte del buio.. fammi entrare.. lui le disse di no.. canto.. questa mattina afosa e calda. Il Cielo sembra triste. E’ bianco sporco di nuvole che sembra piovere da un momento all’altro. Così sono malinconica anche io un po’. Mi sveglio verso le 6.20. Sono senza parole. I sogni non li ricordo affatto. Mi alzo pigra e senza nessun sentimento. Ricordo solo ora che è Sabato. Come passano in fretta le settimane! Sospiro e preparo il caffè. Lo sorseggio seduta in soggiorno. Una sigaretta accesa e la mente fa fatica a svegliarsi. Ce ne vorrebbe un altro di caffè, penso. Ma non posso. Un paio di caffè sono sufficienti. Forse ho la pressione bassa e sento l’afa di questa mattina addosso a me. Il corpo è pesante ed anche le mie spalle sono ricurve su se stesse. Così sentendo il canto degli uccellini esco in terrazza, sigaretta accesa e tento di rilassarmi immersa nella Natura. Un passerotto saltella vicino a me. Mi rallegra vederlo. E’ come ricordare il tempo di quando i pettirossi mi venivano tutti insieme a salutare con il loro dolcissimo cinguettìo Mi è accaduto veramente. Ed è stata un’esperienza stupenda della mia Vita. Ricordo ci parlavo con loro, li salutavo anche io mentre essi saltellavano intorno a me. Erano bellissimi. E tanti. Ogni giorno così. Un bellissimo ricordo. Erano dolcissimi.

Ho sempre amato sia i passerotti che i pettirossi. Gli uccellini dolcissimi che con le loro ugole cantano che sembra il loro canto arrivare dal Cielo, come essi stessi.

Li amavo anche da bambina.

Così terminata la sigaretta, rientro in casa. E’ presto. Sospiro. Il colore grigio e biancastro sporco del Cielo sembra essere anche in casa, qui, e dentro di me.

E mi sento già stanca, come non avessi dormito affatto.

Valuto, penso, quantifico la qualità della mia Vita. Tendo ad essere molto pessimista e tendo a fare bilanci. Io che amavo essere socievole ed allegra, passo gran parte del mio tempo così, in compagnia di me stessa. Solitaria e quasi isolata.

Ed oggi questo non mi piace. Come se fossi in punizione. Certo dipende anche da alcune mie scelte errate. Conseguenze di scelte errate. Poco valutate. Ma, penso, ho avuto poco tempo per poter scegliere e poter decidere. La Vita mi ha sempre messo sotto pressione. Ho avuto poche possibilità di scelta. Ma oggi sono triste. E quasi inconsolabile. Come se un pianto lungo e forte fosse dentro di me e stesse appunto piangendo. Fortemente. Sento il dolore nel cuore, nel petto.

La mia Vita mi ha sempre messo alla prova e mi ha anche messo tanta fretta. Talmente tanta pressione che è come se un po’ mi fossi persa. Con difficoltà riesco ancora a riconoscermi. Sospiro. E forse passerà anche questo momento difficile. Mi accendo ora una sigaretta. Fumo.. ed un po’ è come prendersi una pausa dalla Vita.. un piccolo time-out forse solo illusorio. Come fermarsi un momento. Questa vita corre!

Sono, diciamolo, un po’ insofferente alle regole imposte. Mi riesce difficile ubbidire alle regole. Sono nata e sono stata educata ad essere libera. E così mi accorgo che la libertà mi sta mancando tanto.

Avrei bisogno di essere me stessa..! Libera! Dalle regole imposte. Forse sono un po’ selvaggia. E mi piacerebbe pensare di essere Amata così per come sono. Arrabbiarmi! Chè un po’ di tempo fa lo facevo spesso. Indignarmi! Incazzarmi! Questa paciosità che ho ormai da tanto tempo mi sembra così chimica. Mi mancano i miei nervi tesi. Le mie nevrosi! Insomma mi manco io.

Così deduco di aver sbagliato tanto. E sospiro.. Non è facile risalire l’acqua del fiume. Soprattutto se il fiume è quasi un gran torrente.. Non è facile risalirlo.

Così mi accorgo che mi manca la mia spontaneità.

Non sono più libera.

Ed è per questo che sono così triste.

La mia pazzia (e questo non vuole esserne un elogio!) mi rendeva libera! Forse sono stata troppo oppressa. Troppe le responsabilità che ho avuto da giovane, e poi anche da adulta. Eh sì, Vanna! Non è facile tornare indietro.

Non ho nostalgia della mia pazzia. No. Ho nostalgia dei miei momenti sereni vissuti quando era ancora viva mia mamma. Quando ero una giovanissima adolescente che amava tanto i suoi cagnolini e ci passava insieme tanto tempo a passeggiare con essi. Guardando il mare, gli alberi, il bel verde intorno, e potersi rilassare.

Erano momenti d’incanto.

Di grande quiete e serenità dell’Animo.

Comunque tutto questo pensare e ripensare a come sarebbe potuto andare è del tutto vano, è inutile e mi fa male al cuore. Forse bisogna che io cambi. Ma mi sento “imprigionata” qui. Prendo fiato. E la mia mente vola un po’ più un alto, in cerca di un sogno, come suo solito. Un sogno che mi faccia vivere. Più su, più in alto. Più lieve e più leggera.

Così oggi è andata così.

Il mio cuore si è tanto indurito. Come un sasso. Che non batte i suoi battiti. Me ne rendo conto. Dopo così tanto poco amore ricevuto il cuore si chiude e muore.

E forse non sono più capace di amare come si dovrebbe amare. Umanamente.

Mi manca appunto la mia parte umana. Ne ero ricca, ricordo, quando ero una bambina. Ricchissima ed anche in prima adolescenza. Poi è tutto sparito. Sparito! E difficilmente provo sentimenti di umanità, di compassione di amore. Ogni tanto ancora sì, ma è difficile che il mio cuore si commuova di compassione. Eccomi qui. Nuda di fronte a questo foglio. Io scrivo spesso di dover voler bene. Ma in realtà è difficilissimo per me da attuare. Ho paura di piangere ancora. Siamo così tutti così fragili. Già. Forse siamo tutti nella stessa barca. Forse dovremmo aprire ancora il nostro cuore così malconcio, così ferito e tradito e fragile. Averne il coraggio. Ci vuole tanto coraggio e forza. Un cuore tradito si chiude a riccio e non vuole più aprirsi. Forse sono stata già perdonata. Perchè io ho tanto amato. Ma tanto. Ed ancora il mio cuore, lo sento, sta soffrendo tanto. Un nodo in gola. Il mio è un cuore che ama tanto ancora. Sì. Ma soffre tanto nello stesso tempo. Batte ancora. Lo sento. Lo sento battere. Nelle sue sofferenze credo abbia già perdonato chi lo ha fatto soffrire. Forse sono stata già perdonata.

Scrivere fa tanto bene. Ti riconnette con la tua parte interiore. Con i tuoi pensieri più intimi. Li riordina. Nella confusione del mondo. E ti ridona la forza per continuare un nuovo giorno.

Così eccomi qui. Mi devo voler più bene. Non pensare sempre male di me e dei miei comportamenti. Mi devo amare di più. E’ un cammino. Ed io non lo abbandono. Ci sono tanti ostacoli ed anche difficoltà. Ma anche oggi io ci sono. Combatterò anche oggi. Un giorno forse sarò felice. Ma non ci penso. Vivo oggi. Più forte. Ed il sangue accumulato, coaugulato nel mio cuore dalle sofferenze, oggi si è sciolto un po’, sciolto fra le lacrime, ma si è sciolto. Bisogna sapersi aiutare. Bisogna pur andare avanti.

Oggi il io post termina qui.

smilingdog

 

 

 

 

 

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