Senza titolo e forse senza parole..

“Dio come ti amo.. non è possibile.. avere tra le braccia tanta felicità.. La canterei tutta questa canzone bellissima se solo ne ricordassi le parole.. La cantavo allarando le braccia imitando Domenico Modugno che amavo tantissimo quando ero una bambina molto piccola. Amavo già tantissimo questa melodia che ancora ho nel cuore.. Mi è venuta in mente ascoltando questa mattina calma di sole e di Cielo terso ed azzurro, ascoltando il canto delle rondini che libere danzano volando.. Così oggi mi sveglio chè sto abbastanza bene. Respiro. Mi accendo una sigaretta ed ho proprio voglia di stare qui. Di fronte al pc a tippettare un po’. A scrivere. Meglio possibilmente. I miei pensieri sono più intensi ed anche più fluidi. La mia mente la sento presente. E’ un mattino silenzioso di Domenica. Sono le 10.59. Un’auto all’ora transita sotto casa. Il mio gattino dorme ronfone e tranquillo sulla sua seggiolina amata color verde smeraldo.

Tutto sembra procedere con molta calma. Anche calma interiore. Non ho alcuna fretta e nessuna ansia. O quasi. Fumo, prendo tempo.. e penso. un poco tra me e me.. Ed anche sorrido qui di fronte a questo foglio che tanto, tanto amo ed ho amato.

Non so ancora di cosa scriverò. La mia esperienza m’insegna che le parole arriveranno da sè se solo non ho fretta. Se solo so attendere. Deglutisco perplessa, e mi metto all’ascolto di me stessa. Come se non riuscissi proprio a star ferma! E, ricordo, le parole sono vive! Esistono già dentro di me ed anche fuori, nell’etere.. bisogna solo avere un po’ di silenzio interiore e saper attenderle. Rispettarle. Le parole hanno i loro tempi. Così, quasi mi fermo. Mi fermo ed osservo quello che ho intorno a me. E noto tanto silenzio che mi piace moltissimo. E così la mia mente va di nuovo a ritroso. Nei momenti della scuola. Con i miei cari amici. Le nostre risate, i nostri studi difficilissimi per noi così adolescenti, che in realtà venivamo dal gioco, dal divertimento. Ed ora via con le difficilissime traduzioni continue. I nostri cervelli si sforzavano tanto. Poi c’era il fatidico quarto d’ora di ricreazione e ricordo, quante bellissime risate tutti insieme, di tutte le classi vicine. Bellissimi momenti. Ma anche questa difficilissima scuola che ho frequentato bene non ha insegnato nulla della vita. Delle sue difficoltà. Non ci ha insegnato nulla. Contavano solo le lezioni quasi mnemoniche. Ma degli ostacoli della vita non ci hanno insegnato proprio nulla. Il nulla! Così siamo usciti, o per lo meno, sono uscita da lì allo sbaraglio! Senza alcuna difesa, e, ricordo, ero ancora bambina dentro di me.

Così la scuola che ho frequentato mi ha insegnato a scrivere bene in italiano, ma non ad affrontare una pur che minima difficoltà. Per quello ero totalmente inesperta. Ho avuto però una bellissima educazione Cristiana. Questo lo devo ammettere. Chè mi ha insegnato l’Amore più bello e profondo. Così io mi accorgo di non amare mai abbastanza. Per quanto Amore ho ricevuto. Poi più grandicella ho ricevuto le mie prime ferite. I miei primi pianti caldi e salati e dolorosi. Un pianto che forse è terminato solo ora.

Così eccomi qui.. quasi inerme.. ed anche forse un’inetta, impreparata completamente alla Vita.

Il mio umore va su e va giù come un’altalena impazzita che dondola e non si ferma. E questa è secondo me la malattia pesante che ho. Così prendo un tranquillante e mi addormento.

Portare la propria Croce e amarla a volte è difficilissimo. E’ così pesante da urlarlo un Aiuto dall’Alto. Sospiro.

A volte perdo la “bussola”. Mi sento perduta in mezzo al mondo. Mi spaventa la sua vastità. I suoi abitanti. L’indifferenza che li contraddistingue e la mia paura di abbandono affiora quasi subito. Un’altra delle mie paure, che sono tante. compreso la paura del buio. A volte mi sento nel giusto, a volte no. A volte mi sento perduta. Insomma sono forte e fragilissima allo stesso tempo. E sì, dovrei volermi più bene ed essere più comprensiva nei miei confronti. E non pensare ad un Dio cattivo, ma pensarLo Buono e Misericordioso, Lui che sa perdonare. Che perdona le nostre mancanze.

E’ che in vita mia tante sono state le persone che ho incontrato che sono state ingiuste nei miei confronti. Ed allora facendo quasi una gran confusione mistica, mi sento ingiusta e sbagliata anche io. Non dandomi tregua. Ripeto, forse fa parte della mia malattia che h nelle vene da tanto tanto tempo che mi fa pensare non obettivamente. E così sono rari i giorni di serenità. Ma quando arriva Hermano ed io coccolo il mio gattino, ecco che mi riprendo.. Respiro serena quei momenti che vivo..

Oggi forse sono stata confusionaria nello scrivere. Può essere. Respiro, sospiro, prendo una piccola pausa. Mi vorrei godere questa bella domenica di sole. E’ già caldo fuori. L’estate non la amo particolarmente. Preferisco l’intimità ed il calore che solo l’Inverno mi sa dare.

Lo so, non ho scritto nulla di speciale. Forse è colpa del tranquillante che ho preso ieri sera per addormentarmi e placare i pensieri tormentati che avevo. Devo dire che ha fatto subito effetto, mi sono calmata, ho dato carezzine al mio gattino che dormiva vicino a me come suo solito, e mi sono addormentata.

smilingdog

 

 

 

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